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Nell’ambito delle iniziative culturali organizzate per il 70° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia, la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, presenta un lunario fotografico scandito in 15 mesi, ovvero una mostra dal titolo “Lunario Triestino 1953-1954” a Palazzo Gopcevich. Un diario visivo che documenta, con una informativa ricca, i tragici giorni del novembre 1953 fino all’effervescenza connessa al ritorno all’Italia dell’ottobre 1954. La mostra è visitabile fino all’8 dicembre 2024, e la curatela è stata affidata a Claudia Colecchia, responsabile dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.

L’esposizione in Sala Selva presenta circa trecento fotografie conservate dalla Fototeca, arricchite da alcuni oggetti iconici tra cui la FIAT Topolino, la Lambretta, la radio Geloso, il vinile originale di Vola Colomba, giocattoli, macchine fotografiche, documenti e riviste d’epoca. Un’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti, Adriano de Rota, Livio Amstici, Gianni Anzalone, dell’agenzia fotografica Giornalfoto, dell’archivio fotografico comunale e dell’archivio donato dalla famiglia del Sindaco Gianni Bartoli, tutti conservati in Fototeca, incrociata con l’analisi di altre fonti documentali e bibliografiche coeve, ha consentito una sorta di rendicontazione che mirava a illustrare i grandi e piccoli eventi occorsi.

Nel 1953 e nel 1954 la questione di Trieste è stata molto presente nella stampa nazionale e internazionale, i fotografi, non solo triestini, hanno rivestito un ruolo significativo nel raccontare la città per immagini con inedita incisività. I rotocalchi, grazie allo sviluppo dell’informazione nel Dopoguerra, hanno dato conto del rovesciamento del rapporto tra testo e immagine, privilegiando la vocazione educativa della fotografia orientata alla costruzione di un’identità collettiva. I reportage, le fotocronache prediligevano le immagini accompagnate da didascalie e brevi articoli a cui veniva lasciato un ruolo del tutto sussidiario. Alle foto iconiche si affiancavano quelle inedite o meno note che descrivevano in bianco e nero la povertà e l’opulenza, il dramma dell’esodo e gli eventi culturali, sportivi o mondani, gli scontri e le manifestazioni patriottiche: contrasti tra mondi lontani e conflittuali che richiamavano il clima neorealista allora imperante. Sono immagini evocative quelle depositate negli archivi che hanno il pregio di mettere in evidenza storie, fatti, oggetti, opere, autori, personalità, relazioni in alcuni casi sconosciuti o inesplorati. 

Il 4 novembre 1954 la città si riunì ancora una volta nel salotto buono di piazza Unità d’Italia per assistere alla manifestazione che vedeva la presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, del presidente del Consiglio Mario Scelba, del sindaco Gianni Bartoli. Giornalfoto immortalava la bandiera e l’oceanica moltitudine che accoglieva festosamente le autorità. La fotografia dell’agenzia triestina ottenne riscontro grazie all’abilità del fotografo di cogliere l’istante in cui la bandiera si spiegava in tutta la sua estensione. La mostra fa parte delle iniziative culturali identificate dal titolo “Vola Colomba” del Comune di Trieste con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, promosse per il settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia.

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