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Cosa succede quando un colosso dell’innovazione come Philip Morris incontra uno dei brand più irriverenti del design italiano?

Nasce qualcosa di inaspettato.
È proprio la curiosità – la voglia di esplorare, scoprire, superare i confini del noto – il cuore pulsante di IQOS Curious X: Sensorium Piazza, l’installazione presentata alla Milano Design Week 2025 in collaborazione con Seletti.

Siamo nel cuore pulsante del Fuorisalone, a Tortona, all’Opificio 31. Qui, tra cortili e atmosfere postmoderne è andato in scena un esperimento unico: la classica piazza italiana è stata stravolta, trasformata in un paesaggio in continua mutazione, un viaggio sensoriale fatto di suoni, immagini composizioni futuristiche.

Non una semplice installazione, ma un “sensorium”, come lo ha definito Seletti.

Immaginate uno spazio dove luci, suoni, superfici digitali e stimoli sensoriali si fondono in un racconto immersivo unico. Non solo immaginare, ma essere partecipi dell’esperienza: ogni visitatore poteva interagire con gli elementi presenti, lasciando letteralmente un’impronta nella composizione visiva e sonora della piazza. Una piazza ascolta, osserva e risponde. Una piazza curiosa quanto chi la attraversa.

Il concept nasce da una filosofia condivisa da IQOS e Seletti: la curiosità come scintilla per l’innovazione. “È il motore che ci spinge a connetterci, a esplorare possibilità oltre i limiti, a sfidare lo status quo”, ha spiegato Stefano Volpetti, presidente dei prodotti smoke-free di Philip Morris. E mai come in questo caso, la visione si è trasformata in materia viva – digitale, interattiva e pop.

Pasquale Frega, AD di Philip Morris Italia, ha sottolineato come “la Milano Design Week sia ormai un palcoscenico cruciale per raccontare l’identità del brand e il suo percorso evolutivo”. “Qui, undici anni fa, è iniziato il viaggio di IQOS. Oggi torniamo con un messaggio ancora più forte: la tecnologia può essere sensibile, aperta, inclusiva. Può generare bellezza.”

E chi, se non Seletti, poteva dare forma a questo messaggio? Il brand lombardo – noto per le sue contaminazioni tra arte, design e classe – ha reinterpretato la classica piazza italiana come un “luogo di comunità potenziale”, un non-luogo dove tutto può accadere.

Il risultato? Un’esperienza che ha stupito, incuriosito e coinvolto centinaia di visitatori. Una provocazione visiva e concettuale che ha colto in pieno lo spirito della Milano Design Week.

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