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Eventi, InsideOverLive /

Il controllo dell’informazione, la censura e la manipolazione delle narrazioni pubbliche sono da anni strumenti decisivi nella competizione geopolitica tra la Repubblica Islamica dell’Iran e i suoi avversari regionali e internazionali, tra cui Israele. In un contesto dove la dimensione militare e quella diplomatica si intrecciano sempre più con la sfera digitale, la battaglia per influenzare la percezione collettiva diventa parte integrante del conflitto: non si tratta soltanto di “raccontare” gli eventi, ma di orientare emozioni, scelte e comportamenti di intere popolazioni, dentro e fuori i confini nazionali. 

La posta in gioco non è marginale, perché chi riesce a controllare i flussi informativi può indebolire la coesione sociale di un Paese rivale, consolidare alleanze, delegittimare governi e giustificare azioni politiche e militari agli occhi dell’opinione pubblica.

In questo scenario, l’Iran rappresenta un caso particolarmente emblematico. Da una parte, il sistema politico iraniano ha sviluppato nel tempo un apparato di controllo interno molto esteso: filtraggio della rete, blocchi selettivi delle piattaforme, repressione della dissidenza online, uso di sorveglianza digitale per identificare oppositori e attivisti. Dall’altra, proprio perché l’informazione è un campo strategico, l’Iran diventa anche bersaglio di campagne esterne che mirano a sfruttare tensioni già presenti nel tessuto sociale: crisi economica, fratture tra generazioni, conflitti identitari, stanchezza politica, rabbia verso le élite.

Ne parleremo con Alberto Fittarelli, esperto di cybersicurezza, disinformazione e open source intelligence e ricercatore senior presso il Citizen Lab dell’Università di Toronto. Il Citizen Lab è uno dei gruppi di ricerca più autorevoli al mondo quando si tratta di investigare la dimensione politica della tecnologia: studia l’uso delle piattaforme digitali, il cyberspionaggio, la repressione transnazionale, gli attacchi alla libertà d’espressione e l’impatto delle infrastrutture digitali sui diritti umani e sulla sicurezza globale.

Intervistato da @rrrrafbi, giornalista Osint di InsideOver, Alberto Fittarelli racconterà come una rete coordinata di oltre 50 profili X generati con intelligenza artificiale ‒ in parte sincronizzati con gli orari dei bombardamenti di Israele ‒ abbia diffuso narrazioni volte a incitare la popolazione iraniana alla rivolta contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

Le prove a disposizione del Citizen Lab permettono di concludere che l’ipotesi più accurata é che un’agenzia non identificata ma parte del governo israeliano, o un subappaltatore che ha operato sotto stretta supervisione del governo di Israele, erano dietro la campagna.

Segui la diretta sul profilo Instagram di insideover martedì 27 gennaio a partire dalle ore 16:00.

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