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Energia

Test estremi per nuove sfide: le reti elettriche nell’era della transizione energetica

In un’epoca in cui i consumi di energia aumentano in diverse aree del mondo e si assiste tanto alla transizione di molti mix energetici verso le fonti rinnovabili quanto alla trasformazione delle reti in asset sempre più delicati e critici...

In un’epoca in cui i consumi di energia aumentano in diverse aree del mondo e si assiste tanto alla transizione di molti mix energetici verso le fonti rinnovabili quanto alla trasformazione delle reti in asset sempre più delicati e critici per la maggior complessità tecnologica appare sempre più chiaro che le infrastrutture di trasmissione elettrica devono essere progettate per far fronte a vari shock.

Le nuove sfide delle reti elettriche

Esse devono oggigiorno tenere in conto la necessità di dover resistere agli impatti di condizioni climatiche estreme, eventi improvvisi legati al mutato scenario ambientale (tempeste, ondate di calore, inondazioni) e a problematiche che possono emergere per attacchi cinetici in contesti di crisi geopolitiche o offensive cybernetiche.

Una grande infrastruttura energetica deve essere testata per prevenire nel migliore dei modi che shock e interruzioni causino disservizi prolungati, potenzialmente in grado di rendere difficile la vita a tutte le persone che da una rete dipendono o di ridurre notevolmente l’attività economica e l’ordinaria amministrazione nei territori interessati.

La sfida dell’interconnessione

Ad oggi, una rete di interconnessione energetica per il trasporto dell’elettricità non può essere inaugurata se non dopo aver compiuto un’ampia e complessa serie di test e controlli che consentano di ottenere un ragionevole livello di certezza della loro adattabilità a ogni situazione emergenziale. Il governo dell’emergenza, l’anticipo tramite strutture resilienti e robuste delle minacce che possono profilarsi e la sfida della gestione dell’integrazione tra grandi infrastrutture complesse è vitale per la tenuta delle linee.

Specie nel contesto di grandi reti transfrontaliere come i sistemi HVDC (High Voltage Direct Current) pensati per trasportare energia su lunghe distanze, riducendo le perdite e migliorando la stabilità del sistema, l’approccio deve essere di security-by-design: il potenziamento fisico delle capacità infrastrutturali e di costruzione delle reti va di pari passo col governo della sensoristica e delle tecnologie digitali di controllo della rete stessa. Tutto deve funzionare armoniosamente.

Il ruolo di CESI

Tra le aziende più attive e dinamiche che offrono soluzioni innovative per garantire la resilienza delle reti elettriche e i test estremi delle reti si segnala CESI, multinazionale milanese attiva nei sistemi di testing delle infrastrutture energetiche e nella consulenza per lo sviluppo delle reti di ultima frontiera. Impegnata a lavorare per sostenere la possibilità della transizione energetica e della decarbonizzazione, CESI testa nei suoi grandi laboratori cavi, sensori e componenti che simulano l’impatto di shock estremi, da quello di temperature eccezionali all’impatto delle pressioni delle colonne d’acqua sul fondo del mare, per vidimare la solidità e la robustezza di una rete.

In un contesto in cui l’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che ci possano volere sino a 600 miliardi di dollari di investimenti annui sulle reti energetiche per poterle modernizzare e abilitare la transizione green alla sua massima potenza, CESI contribuisce abilitando una combinazione di tecnologia avanzata, testing rigoroso e cooperazione con attori pubblici e privati.

I test avvengono sia analizzando la capacità d’isolamento dei componenti sotto stress, di fronte a impulsi e scariche che simulano gli effetti di eventi naturali sia provando a controllare la resistenza termica e la tenuta dei componenti della rete. CESI, grazie a una rete di laboratori diffusa tra Italia (Milano), Germania (Berlino, Mannheim), Paesi Bassi (Arnhem), USA (Chalfont), e Repubblica Ceca (Praga), promuove test sui componenti e al contempo lavora per abilitare la svolta degli Hvdc, verificando coi suoi tecnici l’integrazione e la compatibilità di componenti come cavi, convertitori e sistemi di controllo in scenari reali.

I progetti CESI per gestire le connessioni più importanti

Inoltre, CESI adopera strumenti di simulazione computerizzata (digital twin) per studiare i dati raccolti dai sensori e simulare la risposta, preventiva, a eventi catastrofici come i terremoti e consiglia i gestori di cavi di rete che trasportano energia prodotta da fonti rinnovabili per compensare con accurati sistemi di storage l’intermittenza delle fonti.  Progetti come i cavi Medlink, tra Algeria, Tunisia e Italia, Green Vein tra l’Italia e l’Egitto sono esempi di investimenti di CESI in una nuova frontiera dell’innovazione e della tecnologia in cui sono messi a fattor comune le idee e i ritrovati scientifici del gruppo.

Inoltre, CESI è stata a sostegno di progetti pioneristici come quello del German Corridor per portare le rinnovabili del Nord Europa ad alimentare l’economia del sud della Germania, e Kimal-Lo Aguirre, primo Hvdc operativo in Cile. Piani, questi, che impongono un governo a monte della capacità di garantire tecnologie efficaci, durature e robuste. CESI ha le tecnologie per testare e garantire la tenuta a 360 gradi di questi progetti. Il viaggio dell’energia è reso più sicuro da lavori in laboratorio efficaci a monte e dall’uso di tecnologie che rendano robusta la trasmissione elettrica e, con essa, l’intera serie di attività sociali per cui è imprescindibile.

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