Per il Marocco energia prodotta dai rifiuti: a Casablanca un termovalorizzatore da 1,5 miliardi di dollari

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A Casablanca la gestione dei rifiuti si prepara a cambiare scala con un progetto da 1,5 miliardi di dollari destinato a trasformare una parte della spazzatura urbana in energia elettrica. Il governo cittadino ha firmato l’accordo di concessione con un consorzio guidato da Kanadevia Inova – società svizzero-giapponese specializzata nella gestione dei rifiuti e negli impianti waste-to-energy – insieme alla marocchina Nareva e alla giapponese Itochu Corporation. La costruzione dovrebbe partire entro la fine dell’anno, a condizione che il finanziamento necessario venga completato entro il quarto trimestre, mentre l’entrata a regime è prevista per la metà del 2030.

Il sito sorgerà accanto alla discarica di Mediouna – nella periferia di Casablanca – epicentro di un’annosa criticità ambientale legata allo smaltimento dei rifiuti della città. Per anni, infatti, l’area ha prodotto cattivi odori e fenomeni di inquinamento che hanno interessato anche i terreni agricoli circostanti, mentre la decomposizione ha contribuito al rilascio di metano e altri gas serra. Il nuovo impianto nasce quindi con una doppia funzione: ridurre la quantità di scarti destinata alla discarica e recuperare parte del loro contenuto energetico. Una volta completato, dovrebbe trattare circa 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, diventando, di fatto, il secondo impianto di termovalorizzazione di questo tipo presente in Africa.

Trattamento, solare e biogas: il mix energetico per la rete nazionale

Il progetto previsto combina diverse fonti per alimentare la produzione elettrica, mettendo insieme il trattamento della spazzatura, il recupero del biogas prodotto dalla discarica e una componente fotovoltaica. Secondo Kanadevia Inova, la struttura dovrebbe generare circa 126 megawatt di elettricità di base, affiancati da un impianto solare da 50 megawatt e da un sistema capace di recuperare 4 megawatt dal biogas della discarica. Nel complesso, la produzione potrebbe raggiungere circa un terawattora all’anno, una quantità sufficiente – secondo le stime – a fornire elettricità a quasi un milione di persone.

L’elettricità prodotta sarà destinata alla rete nazionale grazie a un accordo di acquisto di energia sottoscritto con l’utility statale ONEE; un ulteriore intesa è prevista con la SRM Casablanca-Settat. L’impianto sarà invece costruito dalla società marocchina Somagec e il cantiere dovrebbe richiedere circa tre anni e mezzo, anche se il trattamento dei rifiuti e la produzione elettrica potrebbero iniziare tra sei e dieci mesi prima del completamento complessivo della struttura.

La sfida del metano e delle discariche

Il punto centrale dell’operazione riguarda però il modo in cui Casablanca intende affrontare uno dei problemi più persistenti legati allo smaltimento dei rifiuti. Nella discarica di Mediouna la materia organica continua a decomporsi producendo metano, un gas serra che rappresenta una delle principali conseguenze ambientali associate allo smaltimento tradizionale. Spostare una parte consistente dei rifiuti verso un impianto capace di recuperarne energia significa intervenire direttamente su questo flusso, affiancando alla gestione della discarica una modalità di trattamento che punta a valorizzare ciò che altrimenti verrebbe semplicemente accumulato.

Il consorzio sostiene che l’intero progetto potrebbe arrivare a ridurre le emissioni di gas serra di una quantità equivalente a circa il 20% delle emissioni annuali della Svizzera. La stima viene tradotta dall’amministratore delegato di Kanadevia Inova, Bruno-Frédéric Baudouin, nell’immagine di circa 300.000 automobili rimosse dalle strade. La trasformazione della gestione dei rifiuti sarà inoltre accompagnata da un aumento del recupero: il progetto punta infatti a raggiungere un tasso di valorizzazione vicino all’80%, riducendo la dipendenza dalle discariche. È questo uno degli aspetti che rende l’iniziativa più ampia della semplice costruzione di un nuovo impianto energetico, perché il progetto interviene contemporaneamente sul destino degli scarti, sulla gestione del sito di Mediouna e sulla produzione di elettricità.

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Il tema delle emissioni e la sfida della gestione

La termovalorizzazione porta con sé anche un dibattito che Casablanca non potrà ignorare facilmente: ambientalisti, scienziati e gruppi locali contrari a questo tipo di impianti sostengono infatti che l’incenerimento possa ostacolare le strategie di riciclo e comportare emissioni di particolato e gas serra. Il tema riguarda quindi l’equilibrio tra recupero energetico e prevenzione dei rifiuti, soprattutto in un progetto che punta a trattare volumi estremamente elevati. Ad ogni modo, per il Marocco l’impianto rappresenta anche un’infrastruttura con cui affrontare una domanda energetica destinata a crescere: secondo le stime citate da Kanadevia Inova, il fabbisogno di elettricità del Paese potrebbe aumentare di circa il 3% all’anno fino al 2030.

La struttura di Casablanca proverà a rispondere a una parte di questa domanda utilizzando contemporaneamente scarti, biogas e fotovoltaico, mentre la concessione avrà una durata di oltre 33 anni e garantirà al progetto il diritto esclusivo di trattare i rifiuti urbani della città. L’operazione dovrebbe inoltre generare circa 140 posti di lavoro qualificati permanenti, mentre durante la costruzione sono previsti circa 1.240 lavoratori, a cui si aggiungeranno altri 300 posti legati alle infrastrutture collegate. Il vero banco di prova arriverà però con l’esercizio dell’impianto: sarà il funzionamento effettivo a stabilire se questa grande infrastruttura riuscirà a tenere insieme riduzione della pressione sulle discariche, recupero energetico e contenimento dell’impatto ambientale. Casablanca sta intanto scegliendo una strada precisa: trasformare un problema urbano, quello della mole incessante di rifiuti, in una componente della propria infrastruttura energetica.

Fonti:

Reuters, Morocco to build $1.5 billion waste-to-energy plant in Casablanca, 2026. Disponibile su: https://www.reuters.com/business/energy/morocco-build-15-billion-waste-to-energy-plant-casablanca-2026-08-04/

Morocco World News, Morocco Advances $1.5 Billion Casablanca Waste-to-Energy Project, 2026. Disponibile su: https://www.moroccoworldnews.com/2026/08/333399/morocco-advances-1-5-billion-casablanca-waste-to-energy-project/

Hespress, Casablanca to build $1.5 billion waste-to-energy plant by 2030, 2026. Disponibile su: https://en.hespress.com/143235-casablanca-to-build-1-5-billion-waste-to-energy-plant-by-2030.html