In un mondo sempre più interconnesso, la rete elettrica è diventata la spina dorsale della nostra società e, di conseguenze, le smart grid interconnesse e i nodi di produzione alimentati dalle nuove fonti rinnovabili, non programmabili, un perno sensibile sono sempre di più infrastrutture critiche anche sotto il profilo della sicurezza.
I profili di rischio sono vari e complessi. Le minacce fisiche alle infrastrutture elettriche sono una realtà da tener in considerazione nel moderno contesto di mordenti crisi geopolitiche e guerre ibride. La guerra in Ucraina, con la salienza data alla resilienza delle infrastrutture, ha fornito utili casi di studio per la gestione di queste problematiche in un sistema sotto stress. Inoltre, più, prosaicamente, restano le grandi problematiche che vanno per la maggiore nella gestione delle reti: i guasti tecnici legati a sovraccarichi o cali di tensione sono da tenere in conto e anche attacchi non cinetici come gli hackeraggi informatici possono metter in crisi l’infrastruttura.
Il caso del blackout che ha colpito la Penisola Iberica il 28 aprile scorso offre una chiave di lettura esemplificativa sui profili di rischio delle attuali reti, mentre la crisi energetica dell’Olanda mostra le problematiche che possono emergere da un’asimmetria tra picchi di domanda da fonti non programmabili e una rete che non riesce a stare a ruota. Reti più interconnesse, più consolidate, più dinamiche e più robuste possono essere la chiave per una società capace di avere il suo “sistema nervoso” pienamente funzionante. La progettazione dell’architettura di sicurezza è fondamentale, ma anche il tema del monitoraggio continuo appare sempre più vitale. Ci sono aziende che si adoperano da tempo non solo per garantire la sicurezza delle reti in contesti di stress e alta tensione ma anche per far sì che esse siano monitorate per ridurre al minimo tanto i potenziali guasti quanto i costi possibili per rispondere a criticità di sorta da parte degli operatori, in una logica di miglioramento continuo e ottimizzazione.
Tra le aziende maggiormente attive in questo ambito c’è CESI, multinazionale milanese che opera nel campo del testing dei componenti e della consulenza per i servizi energetici interpreta la sicurezza delle reti come una responsabilità sistemica e globale, affrontandola con soluzioni tecnologiche avanzate, investimenti strategici e una visione industriale integrata. La missione della multinazionale milanese è rendere le reti elettriche più sicure, resilienti e intelligenti, per consentire ai sistemi energetici più avanzati affrontare le sfide climatiche, geopolitiche e tecnologiche del nostro tempo. In tempi come questi, lo sviluppo di soluzioni integrate passa anche per il monitoraggio continuo delle reti e il governo dei processi attraverso componenti e tecnologie capaci di affrontare ogni sfida.
I Kema Labs di CESI, che sviluppano i componenti per la gestione intelligente della rete e il loro efficiente ingresso in operatività tra Germania, Italia, Olanda e Stati Uniti, sviluppano e testano anche i dispositivi per il monitoraggio preventivo e la rilevazione in tempo reale dello stato di salute della rete. I dispositivi CESI sono importanti per consentire a reti critiche di funzionare anche in contesti tutt’altro che semplici: come ha scritto Energy Journal nel marzo 2025, CESI è protagonista sia dello sviluppo del monitoraggio e della posa del cavo HVDC Harmony Link che unisce Svezia e Lettonia e consentirà alle Repubbliche Baltiche di distaccarsi dalla Russia e dalla rete ex sovietica e inoltre coopera con il National Control Centre della rete elettrica del Mozambico per “allenare” le infrastrutture del Paese africano alla gestione di blackout e rischi in un contesto di numerosi vincoli allo sviluppo delle reti. Parliamo di contesti in cui il monitoraggio deve al tempo stesso calibrare rischi securitari alla tenuta fisica della rete e potenziali sovraccarichi, oltre che garantire una governance costante.
CESI monitora in tempo reale lo stato di salute di componenti critici spesso già testati nei suoi laboratori così da prevenire ogni possibile guasto e mostrare i nodi vulnerabili della rete, sia tramite una gestione dei big data sia tramite la costruzione di gemelli digitali delle infrastrutturre che garantiscano la possibilità di testare online eventi estremi. Parliamo di un contributo che ha ricadute anche sul sistema-Paese Italia, dove CESI collabora con Enel e Terna impegnandosi per favorire e rendere operativa e scalabile l’introduzione di nuovi e efficienti asset digitali nei progetti di monitoraggio delle linee e delle sottostazioni in un contesto di maggior transizione del sistema verso le rinnovabili. La transizione è una sfida da vincere giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. Le reti sono opere strategiche e, a loro modo, “viventi”sulla scia della vitalità della società e delle economie. Il loro stato di salute va monitorato costantemente. E le tecnologie CESI aiutano a farlo.