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Energia

L’Indonesia per l’energia si affida a Putin: nuovi affari in arrivo per Mosca

La crisi energetica spinge l’Indonesia a rafforzare i legami con la Russia. Allo stesso tempo Jakarta strizza l'occhio agli Usa.

Capi di Stato, primi ministri, presidenti, ministri e delegazioni: dallo scoppio della guerra in Ucraina in poi, i corridoi del Cremlino non erano mai stati affollati come nell’ultimo mese. Il blocco dello Stretto di Hormuz, con tanto di shock energetico globale e impennata dei prezzi di carburante e gas, ha infatti spinto numerosi governi asiatici a tendere la mano a Vladimir Putin.

Lo hanno fatto le Filippine, alleate degli Stati Uniti ma soffocate da una grave crisi di approvvigionamento energetico, con Manila che ha acquistato quasi 3 milioni di barili di greggio dalla Russia e che sta cercando di capire come ottenerne di più senza far agitare Washington. Lo ha fatto il Vietnam, che proprio con Mosca ha ultimato un accordo intergovernativo che consentirà ad Hanoi di ottenere la sua prima centrale nucleare. Lo continuano a fare Cina e India, che con Putin già facevano affari d’oro, e ha iniziato a farlo anche l’Indonesia.

Il leader indonesiano Prabowo Subianto è volato in Russia per la terza volta in meno di un anno. L’obiettivo della trasferta? Assicurarsi forniture di petrolio per contribuire a colmare l’attuale carenza di approvvigionamenti dal Golfo. Il meeting con Putin pare sia andato molto bene, se non che – curiosa coincidenza – mentre Subianto dialogava con il presidente russo a Mosca, al Pentagono il ministro della Difesa indonesiano, Sjafrie Sjamsoeddin, concludeva un accordo con gli Stati Uniti

L’accordo energetico tra Indonesia e Russia

Putin, rivolgendosi a Subianto, ha dichiarato di essere “molto lieto che i nostri contatti siano regolari e sottolineino la natura speciale delle nostre relazioni”. Il presidente indonesiano ha ringraziato il capo del Cremlino per averlo incontrato “con così poco preavviso” e ha elogiato i “progressi tangibili in quasi tutti i settori di cooperazione di cui abbiamo discusso durante il nostro precedente incontro”.

“Riconosciamo il ruolo significativo e costruttivo della Russia nel plasmare l’attuale panorama geopolitico, soprattutto in un contesto di incertezza”, ha proseguito Prabowo, aggiungendo che è “particolarmente importante per noi impegnarci in consultazioni congiunte, scambiare opinioni sugli sviluppi futuri e individuare aree prioritarie per un’ulteriore cooperazione, in particolare nei settori economico ed energetico”. Sul tavolo c’è la stipula di contratti petroliferi a lungo termine.

“Abbiamo ricevuto una richiesta dai nostri partner indonesiani per la fornitura di prodotti petroliferi. Stiamo lavorando seriamente per stipulare contratti a lungo termine a un prezzo reciprocamente vantaggioso”, ha riferito il ministro dell’Energia russo, Sergey Tsivilyov. Possibile lo sblocco del progetto della raffineria di Tuban: il colosso petrolifero Rosneft aveva stretto una partnership con la compagnia petrolifera indonesiana Pertamina per gestire l’infrastruttura, dislocata in Indonesia, ma la guerra in Ucraina aveva messo in discussione il piano.

La posizione di Jakarta

Jakarta deve fare in fretta: un quarto delle sue importazioni di greggio arriva dal Medio Oriente e adesso, per alimentare la più grande economia del Sud-Est Asiatico, necessita di forniture alternative. Certo, l’amministrazione Prabowo intende proseguire con la politica estera del non allineamento, ossia bilanciare i rapporti con tutte le principali potenze globali, comprese Cina e Russia.

Attenzione però, perché, come detto, mentre Subianto era a Mosca, a Jakarta si celebrava la creazione di una nuova partnership di difesa tra Indonesia e Stati Uniti volta a “mantenere la pace e la stabilità” in Asia. In una dichiarazione congiunta, rilasciata dopo l’incontro tra Sjamsoeddin e il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth, il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti e il Ministero della Difesa indonesiano spiegano che il Partenariato per la Cooperazione in materia di Difesa (Major Defense Cooperation Partnership) è il frutto di “decenni di cooperazione” e rilancia “la forza e il potenziale delle relazioni bilaterali in materia di difesa”.

Altro particolare da non trascurare: l’annuncio è arrivato un giorno dopo che lo stesso Ministero della Difesa di Jakarta aveva confermato di essere in trattativa per una proposta che consentirebbe agli aerei militari statunitensi di sorvolare lo spazio aereo indonesiano.

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