In un contesto energetico sempre più “intelligente” e orientato a un’integrazione tra tecnologie digitali e generazione, non è solo sulla stabilità delle reti e sul governo corretto di mix energetici in cui avranno un crescente peso, al loro interno, le fonti rinnovabili non programmabili che si dovrà concentrare l’attenzione. Risulta fondamentale abituare le reti e i sistemi energetici a fasi di volatilità e variabilità, e in quest’ottica come riserva strategica acquisiscono un peso sempre più importante i sistemi di accumulo, i cosiddetti Battery Energy Storage Systems (Bess).
Due fenomeni che vanno di pari passo in un mondo che ha sempre più fame di energia, l’aumento previsto della domanda elettrica e la crescita delle rinnovabili comportano una maggiore necessità di flessibilità di rete. In un contesto di ricerca di una crescente resilienza e sostenibilità dei sistemi energetici, i sistemi di accumulo possono garantire la possibilità di immagazzinare energia nei periodi di picco di generazione, specie laddove le fonti rinnovabili sono in campo (come le giornate piene di sole in caso di impianti fotovoltaici) e rilasciarla in altri momenti, permettendo una sistematizzazione e una crescente stabilità. Non c’è transizione energetica senza batterie e sistemi di accumulo. Vale per l’automotive, vale per la mobilità in generale, vale per l’integrazione delle rinnovabili nei mix generativi, vale per i sistemi di rete.
Un sistema di storage efficace può abilitare un crescente vantaggio competitivo delle reti energetiche basati sulle rinnovabili tanto sul piano ambientale, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili che in Paesi come l’Italia pesa sulla bolletta dei cittadini e del sistema economico, e garantendo efficienza di costo al processo di fornitura. Inoltre, può rendere più fluido il mercato dell’energia rompendo diverse barriere interne. Il nodo chiave è avere sistemi BESS che possano tramutare l’elettricità in forme immagazzinabili, come nei dispositivi che in Unione Europa si intende sviluppare tramite l’European Battery Alliance e le nuove politiche sui metalli critici e il riciclo, fondamentali per rompere i colli di bottiglia e le dipendenze industriali.
Molte aziende e enti di ricerca lavorano per sviluppare attivamente sistemi di storage funzionali e integrati nelle nuove reti di ultima generazione. Tra queste aziende c’è CESI, multinazionale italiana dei servizi di certificazione e consulenza su grandi progetti energetici, che oltre alla componentistica delle reti non dimentica il fronte caldo dei sistemi di accumulo.
CESI ha una cultura industriale trasversale, che coniuga l’attenzione alle moderne tecnologie, la spinta alla resilienza, l’apertura all’uso di fonti rinnovabili, lo sviluppo di strumentistica avanzata con la spinta a integrare i progetti di storage in reti già di per sé complesse nella gestione e nella governance, ricche di sensoristica d’ultima generazione. Cesi presta particolare attenzione al Grid Storage, cioè alle tecnologie che integrano l’accumulazione direttamente nelle reti, tramite la definizione di specifiche tecniche per procurement e progettazione, di tecnologie d’integrazione e di modelli che garantiscano la fattibilità economica del processo.
A ciò si aggiunge il ruolo dei suoi laboratori per garantire efficacia e efficienza anche alle componentistiche decisive per la mobilità elettrica, che l’unità Services & Smart Technologies di CESI analizza e controlla. Nel contesto di una crescita di domanda di veicoli elettrici e di abilitazione per questi della capacità di ricarica bidirezionale, capaci di consentirgli di agire da unità di accumulo di energia decentralizzate per la rete, anche questo fronte è importante. La transizione energetica è un vettore a più direttrici una componente centrale del quale è proprio lo storage.
Lo sviluppo e il corretto processo di integrazione di rete dei BESS sono un importante perno del processo. Aziende come CESI aiutano a farli avvenire nel rispetto dei tempi dei progetti e delle dinamiche di maturazione delle moderne fonte di generazione rinnovabile. Contribuendo a avvicinare, passo dopo passo, l’obiettivo di una decarbonizzazione realistica e sostenibile.