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Rivoluzione digitale e transizione energetica formano un binomio strettamente collegato. E in questo senso pochi settori più della distribuzione dell’energia elettrica fanno segnare la massima pervasività di tale binomio.

L’innovazione nel contesto del mondo energetico e delle utilities si sostanzia nel principio della cosiddetta smart grid, ovvero della rete di distribuzione “intelligente” di ultima generazione, che garantisce alle utilities di controllare attivamente il processo di gestione dell’equilibrio tra domanda e offerta di energia e di governare il sistema sfruttando flussi di dati che permettono l’ottimizzazione delle loro attività. L’ecosistema delle reti “intelligenti” è abilitato dalla presenza di sensori, dispositivi e tecnologie avanzate che consente di  ragionare in un’ottica di sicurezza ed efficienza del sistema di fornitura dell’energiai.

L’esposizione delle società elettriche sul fronte della digitalizzazione si sta qualificando come un fattore di sviluppo fondamentale per il settore, e in quest’ottica un duo abilitante è rappresentato dall’unione tra le nuove comunicazioni 5G e l’internet delle cose (Internet of Things – IoT) che si concretizza nell’installazione di dispositivi sempre più innovativi, che portano all’esplorazione continua di nuovi campi per le reti intelligenti: sensoristica, operatività e controllo in tempo reale del sistema elettrico, potenziamento delle operazioni di manutenzione e monitoraggio degli asset delle future smart cities.

Questa complessità impone alle utilities di agire in un’ottica di sistema: il nuovo paradigma guidato dalle energie rinnovabili imporrà una crescente integrazione tra il controllo della domanda, l’accumulo della produzione in eccesso e la distribuzione; le reti dovranno essere sempre più adatte a gestire picchi di consumo a fronte di un’evoluzioni dell’offerta non determinabili ex ante (si pensi alla generazione da fotovoltaico); le crescente mole di informazioni che le tecnologie di ultima generazione, 5G in primis, permetteranno di scambiare creeranno una questione securitaria sui dati sensibili, aprendo il tema della cybersecurity.

A chi si cimenterà in questo campo servirà dunque affrontare il tema in forma strutturata, con il supporto e la consulenza di società attente a gestire complessità e sfide di prospettiva riguardanti sostenibilità e innovazione. Tra le aziende maggiormente posizionate per svolgere questo ruolo è da citare senz’altro CESI, indicata già nel 2019 dal suo Amministratore Delegato Matteo Codazzi come un vero e proprio “apripista” per le opportunità di sviluppo all’estero delle aziende italiane del settore energetico, focalizzandosi sempre più su attività come l’integrazione in rete delle fonti rinnovabili, le reti intelligenti, le tecnologie di demand response e data analytics, la sicurezza informatica e le grandi linee elettriche di interconnessione”

CESI, insieme alla propria consociata americana EnerNex, sta già lavorando a fianco delle utilities statunitensi nell’individuare le opportunità offerte dalle comunicazioni 5G e nel mettere a punto le soluzioni per utilizzarlo al meglio. Come sottolineato dallo stesso Codazzi, l’azienda collabora “all’implementazione del ‘Critical Infrastructure Protection Program’, il programma federale americano di difesa delle infrastrutture critiche ; sta, al fianco di Enel X, gestendo l’integrazione tra i sistemi di ricarica delle auto elettriche e le reti intelligenti; studia l’applicazione dei nuovi sistemi di comunicazione per migliorare l’operatività in tempo reale del sistema elettrico e delle aziende clienti ad esso connesse”.

A livello complessivo, come fatto presente in un dossier sviluppato congiuntamente con Aspenia, il Gruppo CESI  sta lavorando per permettere alle imprese e alle compagnie clienti di poter gestire al meglio la profonda ristrutturazione che sta riguardando la catena del valore del settore elettrico in vista dei prossimi decenni. In un contesto in cui aumenta la generazione di energia da fonti alternative ai combustibili fossili e un numero crescente di dispositivi atipici, dai generatori distribuiti ai veicoli ad alimentazione elettrica, si connetterà alla rete, la complessità tecnologica del sistema nel suo complesso aumenterà notevolmente e crescerà la sua entropia.

Il nuovo paradigma della grid of things, che CESI sta contribuendo a implementare, immagina la rete come un ecosistema vivente, in continua evoluzione, legato non solo alle dinamiche della reale offerta di energia, ma anche alla capacità di reagire dinamicamente ai flussi di domanda, monitorato da tecnologie innovative capaci di misurare continuamente il suo stato di salute. A livello generale, dunque, governare la transizione nel sistema elettrico può produrre benefici tanto allo sviluppo economico quanto alla lotta ai cambiamenti climatici, garantendo un più ragionato e programmabile utilizzo della generazione rinnovabile e, dunque, promuovendo l’efficienza come driver di uno sviluppo capace di essere sostenibile e razionale.