I russi sono maestri di scacchi e alle relazioni internazionali applicano spesso questa loro abilità in forma sistemica. Ha l’aria di una vera e propria mossa del cavallo l’annuncio da parte del presidente russo Vladimir Putin sull’imminente completamento della prima linea di Nord Stream 2 a pochi giorni dal primo faccia a faccia con Joe Biden in occasione della prima visita europea dell’ex senatore del Delaware come presidente degli Stati Uniti.

Mosca nel confronto bilaterale con Washington parte, chiaramente, da una condizione di squilibrio ma fa perno con tutto il suo peso sui settori in cui può esercitare influenze decisive. Il mondo energetico è uno di questi: rilanciare la partnership energetica con la Germania significa di fatto imporre una sconfitta strategica agli Stati Uniti, che a colpi di minacce velate e sanzioni avevano tentato di bloccare il raddoppio del gasdotto baltico, posizionare Putin in condizioni di vantaggio nel confronto che avverrà il 16 giugno e costringere Biden a una contromossa nel contesto di una tournee europea che nelle sue intenzioni dovrebbe plasmare l’alleanza delle democrazie guidata da Washington attorno all’asse euro-atlantico.

L’Air Force One è partito alla volta di Londra mercoledì 9 giugno. Come prima tappa il presidente americano ha incontrato nella metropoli inglese il premier britannico Boris Johnson, desideroso di confermare anche dopo la Brexit la special relation tra Usa e Regno Unito e di costruire un rapporto fiduciario con l’inquilino della Casa Bianca. Poi dall’11 al 13 giugno il summit dei leader del G7 in Cornovaglia, il primo in persona dall’inizio della pandemia di Covid-19. Il 14 giugno sarà la volta del summit della Nato a Bruxelles, e infine il 16 giugno a Ginevra andrà in scena l’attesissimo vertice con Vladimir Putin. Il quale conosce da tempo le linee guida dell’amministrazione Usa, ne interpreta gli umori, le preferenze politiche, le prassi. Sa che con gli States è sempre consigliato trattare da una posizione di forza relativa per acquisire credibilità e rispetto. Che ogni tanto serve rilanciare per ottenere una distensione. Che, in sostanza, la Russia non può e non ha nemmeno interesse ad alzare la tensione nella rivalità con gli Stati Uniti, ma deve puntellarsi laddove possibile. E il settore energetico è, in questo contesto, vitale per ragioni economiche, geopolitiche, strategiche.

La mossa sul Nord Stream 2 alza inevitabilmente la posta. La alza sul fronte dei rapporti tra gli Usa e la Germania di Angela Merkel, capofila del partito della distensione pragmatica col Cremlino e dell’alleanza energetica con Mosca che Washington intende sabotare puntando sul nuovo cavallo dei Verdi; ma la alza anche sul tema del rapporto tra gli Usa e l’Europa in termini di autonomia strategica; soprattutto, la mossa si riverbererà con forza sull’Ucraina e sugli altri Paesi della prima cintura di contenimento anti-russa in Europa orientale. Bypassati di fatto da un eventuale completamento del gasdotto. Con Kiev particolarmente attenta al rischio di perdere le entrate legate al commercio di gas russo e a possibili ricatti di Mosca. Certo, per la Germania nonostante Nord Stream 2 per la Germania l’Ucraina deve rimanere paese di transito del gas russo verso l’Europa, ma Volodymyr Zelensky, presidente dello strategico Paese esteuropeo, vede rosso.

Zelensky accusa Biden di lassismo per non aver potuto portare fino in fondo l’opposizione a Nord Stream 2, ha visto frustrate le sue aspettative di un incontro col Presidente nel corso dei suoi giorni europei, ha constato con sospetto l’esistenza di un asse esteso oltre la Germania, e guidato in Europa centrale dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz e dal ministro degli Esteri slovacco Ivan Korcok, per il completamento del gasdotto e parlando con  Axios.com ha manifestato tutta la sua “delusione”. Zelensky si è rammaricato per la recente decisione statunitense di sospendere le sanzioni contro le aziende coinvolte nella costruzione del gasdotto. ritenuto un cedimento a Putin. Il Nord Stream 2 “è un’arma, una vera arma nelle mani della Russia”, ha dichiarato. Non sarà facile per  Biden ottenere la quadratura del cerchio: dai diritti umani alle accuse sugli attacchi hacker, nessuna freccia all’arco degli Usa ha valore politico e simbolico pari a quella del gasdotto e della questione ucraina. Putin, di fronte all’Occidente, ha piazzato un colpo importante e bisognerà capire quanto gli effetti dell’annuncio su Nord Stream 2 impatteranno sulle importanti discussioni del G7 e della Nato. Kiev, nel frattempo, osserverà sospettosa. Temendo che l’incisivo sostegno Usa alla sua contrapposizione a Mosca possa farsi, nei prossimi anni, sempre più incerto. Un passo falso pericoloso per l’America is back! bideniano.

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