La corsa dell’energia è la corsa della modernità: dall’inizio dell’era dell’elettricità, ogni innovazione tecnologica, sociale ed economica ha portato con sé la necessità di riflettere apertamente sulle modalità ottimali per alimentarne la diffusione e si è poggiata sulla spinta propulsiva del settore energetico. La celebrazione, nel 2026, dei 70 anni di CESI, multinazionale italiana con sede a Milano attiva nei servizi di consulenza, testing e certificazione nel settore energetico, è un’occasione per riflettere di questo passaggio fondamentale.
Venerdì 20 marzo CESI ha riunito nei suoi quartieri generali di Via Rubattino un ampio e qualificato parterre che andava dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin all’ad di Enel Flavio Cattaneo, passando pergli ad di Terna, Giuseppina di Foggia, Edison, Nicola Monti, A2A, Renato Mazzoncini e Prysmian, Massimo Battaini. Azionisti, operatori e stakeholder hanno concordato nel sottolineare il ruolo centrale delle tecnologie CESI per la certificazione dei sistemi più avanzati per la governance della transizione green e delle nuove forme di produzione e gestione dei flussi energetici e il continuum storico dell’azienda.
In un certo senso, il giorno della celebrazione è stato paradigmatico di un anno intero in cui la cifra tonda dei 70 anni fa riflettere un gruppo come CESI sul ruolo giocato nella storia dell’energia italiana ieri, oggi e…domani. CESI esiste da prima che fosse realizzata la nazionalizzazione del sistema elettrico nazionaleed è figlio dell’era del boom economico, quando il Paese preso dalla sfida della Ricostruzione si trovava di fronte alla necessità di alimentare con fonti energetiche sicure e a buon mercato il suo percorso di rilancio industriale. Ebbene, nelle pieghe di quel processo che portò un Paese sconfitto ad essere una delle grandi democrazie industriali della Terra e una delle prime dieci economie su scala mondiale l’energia giocò un processo fondamentale: servivano reti sicure, forti, affidabili. E se da un lato aziende come l’Eni di Enrico Mattei fornivano al sistema carburante e materie prime a basso costo e in maniera sostenuta in modo tale da garantire efficienza nella generazione e forniture costanti, imprese come CESI hanno contribuito a costruire la sicurezza di rete ed infrastrutturale capace di garantire capillarità alla trasformazione energetica. Dal carbone, al petrolio, al gas, fino all’elettrificazione: fu la prima “transizione” energetica, e CESI nacque in quel contesto.
Oggi la sfida è diversa e in certi contesti più complessa. Non si tratta di riportare l’Italia tra i big globali, ma di mantenerla. Non si parla solo di industria ma anche di servizi avanzati, anche inerenti al settore energetico stesso. L’obiettivo è far coesistere un sistema economico avanzato con l’innovazione nell’energia, dalla produzione alla distribuzione, e passare da un paradigma di grandi centri a uno fondato sulla distribuzione decentralizzata, il governo delle nuove tecnologie, l’integrazione massiccia delle rinnovabili e di quelle non programmabili in particolare. Le fabbriche di ieri, epicentro della distribuzione, sono i data center di oggi, gli apparati il cui sviluppo, anche grazie al settore energetico, può alzare l’asticella della competitività nazionale. Ieri come oggi, CESI è centrale: i laboratori dell’azienda di Via Rubattino e i suoi KEMA Labs tra Olanda, Germania,Usa e Repubblica Ceca testano componenti critici, svolgono operazioni di analisi della resistenza delle strutture energetiche a eventi traumatici, mettono in campo i ritrovati per la resilienza dell’energia in tempi di maggiore decentralizzazione e di sfide inedite, come quelle dei fenomeni climatici estremi. CESI studia e progetta percorsi di trasmissione elettrica tramite cavi ad alta tensione e corrente diretta (HVDC) e contribuisce a integrare l’Italia tramite il Mediterraneo a mercati come quello africano, facendo anche dell’energia un ponte tra aree di mondo diverse. L’energia è la linfa vitale della società e permettere che fluisca garantisce la vita ordinaria e lo sviluppo economico. Spesso ce ne dimentichiamo, ma le nostre società vanno a elettricità e il lavoro che c’è dietro i flussi è fondamentale. Per questa ragione, riflettere sul ruolo di aziende come CESI in occasione dei suoi 70 anni contribuisce a far capire la forza del tessuto connettivo del sistema economico e a analizzare come dal passato al futuro, nonostante i cambi di paradigma, un principio non muti: flussi costanti e governati di energia sono la premessa per la prosperità economica in ogni settore.