La Cina sta per mettere in funzione la più grande batteria al mondo basata sull’aria super-fredda, un impianto innovativo che potrebbe rappresentare un passo fondamentale nell’evoluzione delle tecnologie di stoccaggio energetico. Situata nel deserto del Gobi, nella provincia del Qinghai, l’imponente struttura conosciuta come Super Air Power Bank sfrutta la tecnologia di accumulo ad aria liquida (LAES).
Questo sistema consente di immagazzinare energia in eccesso durante i periodi di alta produzione da fonti rinnovabili – come il solare e l’eolico – per poi rilasciarla quando la domanda aumenta o la produzione diminuisce. Con una capacità di stoccaggio di 600.000 kWh, il progetto si propone di diventare un pilastro fondamentale nella gestione dell’energia a lungo termine, contribuendo a superare le sfide legate alla variabilità delle fonti rinnovabili.
Una tecnologia per la stabilità energetica
La tecnologia di stoccaggio ad aria liquida utilizzata dalla Super Air Power Bank è relativamente nuova, ma ha il potenziale di rivoluzionare la gestione dell’energia: il processo si basa sull’uso dell’elettricità in eccesso per raffreddare e comprimere l’aria a temperature estremamente basse, fino a -194°C. A questa temperatura, l’aria si trasforma in un liquido altamente compresso che può essere immagazzinato in serbatoi ben isolati. Quando c’è bisogno di energia, il liquido viene riscaldato, e la sua rapida espansione genera una potente forza che aziona una turbina per produrre elettricità. In altre parole, l’impianto sfrutta la capacità di espansione dell’aria liquida per trasformare il calore in energia, un sistema molto simile a quello delle tradizionali turbine a vapore, ma con un approccio decisamente più ecologico.
Questa innovativa tecnologia è una risposta concreta alla domanda in aumento di soluzioni energetiche capaci di supportare il passaggio a fonti di energia rinnovabile. Il solare e l’eolico sono infatti caratterizzati da una forte variabilità: la produzione non è continua e dipende fortemente dalle condizioni meteo. Di conseguenza, la capacità di stoccare l’eccesso di energia prodotta nei periodi di abbondanza e rilasciarla nei momenti di carenza rappresenta una delle chiavi per garantire una fornitura stabile e continua. L’impianto del Gobi risponde proprio a questa esigenza, con una capacità di scarica che può durare fino a 10 ore per ciclo, garantendo un’energia affidabile per un’inedita quantità di tempo.
Vuoi sapere cosa succede davvero nel mondo? Con i corsi on demand di InsideOver puoi approfondire gli eventi globali insieme ai nostri esperti, provare anteprime gratuite e scegliere il percorso giusto per te. Scoprili qui: https://it.insideover.com/academy
L’impatto sull’energia rinnovabile
Con una capacità di produzione annuale di circa 180 milioni di kWh, l’impianto può alimentare circa 30.000 abitazioni, contribuendo a rafforzare l’offerta di energia pulita. La sua posizione strategica nel deserto del Gobi – che ospita una vasta fattoria fotovoltaica da 250.000 kW – consente all’impianto di essere integrato in un sistema di produzione energetica rinnovabile su larga scala. Il progetto rappresenta un ulteriore passo avanti nella spinta della Cina verso l’autosufficienza energetica, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e supportando la stabilità della rete elettrica. Inoltre, a differenza di altre tecnologie di stoccaggio – come le batterie al litio – l’accumulo ad aria liquida non fa affidamento su materiali rari o costosi, rendendo la soluzione più scalabile e sostenibile.
L’impianto non solo affronterà le sfide legate alla variabilità delle fonti rinnovabili, ma contribuirà anche a una maggiore sicurezza; sebbene la Cina sia uno dei principali produttori mondiali di energia solare ed eolica, la gestione delle fluttuazioni nella produzione e nella domanda rappresenta ancora una delle principali sfide. L’accumulo di energia liquida potrebbe essere la soluzione per affrontare questa difficoltà: in questo modo, la Super Air Power Bank non solo migliora l’efficienza delle rinnovabili, ma contribuisce a ridurre anche le perdite derivanti dalla discontinuità di produzione.
La corsa globale alla tecnologia di accumulo
A livello globale, diversi paesi stanno cercando soluzioni per affrontare la domanda di energia rinnovabile e la necessità di sistemi di stoccaggio a lungo termine: ad esempio, il Korea Institute of Machinery and Materials (KIMM) ha recentemente realizzato il primo impianto di stoccaggio ad aria liquida del Paese.
Ma il progetto cinese resta il più grande al mondo per capacità e innovazione, con un’efficienza di conservazione a freddo che supera il 95%, un dato che lo rende altamente competitivo rispetto ad altre soluzioni di accumulo.
Se il sistema dimostrerà di essere scalabile e replicabile, potrebbe non solo diventare un punto di riferimento per la Cina, ma anche un modello per altri paesi che cercano di migliorare la gestione delle energie rinnovabili. In effetti, il progetto del deserto del Gobi potrebbe segnare una nuova era nell’accumulo energetico, combinando soluzioni avanzate e sostenibili con l’efficienza richiesta per garantire una transizione globale verso fonti a basse emissioni di carbonio. Inoltre, il fatto che l’impianto non faccia affidamento su materiali come litio o cobalto, ma utilizzi l’aria stessa come “magazzino” di energia, lo rende una delle soluzioni più eco-friendly e scalabili tra quelle attualmente disponibili.

