La sfida della transizione energetica passa per la digitalizzazione, i dati e la governance di reti complesse: innovazione tecnologica e scenari energetici trovano la loro strutturazione in un vero e proprio binomio quando guardiamo alla crescita del mondo delle reti intelligenti, le “smart grid”, sistemi complessi attraverso cui la fornitura energetica viene mantenuta in equilibrio tra domanda e offerta e i ritrovati della tecnologia consentono di governare, con l’uso dei big data e dei modelli predittivi, l’infrastruttura provando ad anticipare sovraccarichi e rischi.
Una smart grid, in sostanza, è molto più di una rete digitalizzata: porta la distribuzione elettrica in un nuovo scenario, abilitando un ecosistema di interazione tra sfere diverse del settore energetico promuovendo flessibilità e adattabilità per non vedere più ambiti come produzione dell’energia, distribuzione, gestione degli accumulatori, sorveglianza della rete e manutenzione come processi sequenziali e distinti l’uno dall’altro ma come parti di una stessa dinamica da governare con attenzione. Reti profondamente digitalizzate possono fornire dati in tempo reale su ogni ambito di interesse degli operatori, dal flusso energetico al contributo delle fonti non programmabili nel mix in sviluppo; una decentralizzazione può consentire una maggiore adattabilità ai picchi di domanda e una capacità di integrazione crescente; un principio di sempre maggiore integrazione della governance di rete può consentire a ogni operatore di governare un sistema complesso.
Ragionare sulla base di un principio di sicurezza (security-by-design) ed efficienza delle reti è la chiave delle smart grid. Ormai è naturale che le reti integrino sistemi di controllo in tempo reale dei flussi, così come l’operatività va governata istante per istante. L’intelligenza artificiale può contribuire a dare nuovi modelli di controllo e coordinamento agli operatori sulla base di dati forniti dalle reti al mondo circostante e da essi acquisiti (si pensi alle reti intelligenti nelle moderne smart cities).
Il salto ulteriore è compiuto quando una smart grid governa un ecosistema locale in cui fonti generate sul posto, integrati con accumulatori e sistemi di risposta adattiva alla domanda consentono di gestire attivamente blackout, sbalzi di tensione o eventi estremi. “Energy Journal” nel 2019 dava conto di esempi di investimento come il progetto per rendere resilienti le reti elettriche in Louisiana dopo l’uragano Katrina o i progetti della Florida per gestire moderne strutture di fornitura e governance di fronte al rischio uragani e inondazioni. Analogo il discorso dello sviluppo delle reti in Giappone di fronte al rischio sismico. Cosa si evince? Il fatto che queste reti sono depositarie non solo di una maggior strategicità rispetto a quante le hanno precedute ma anche di un crescente gradiente di complessità. Progettare e gestire una rete “intelligente” è un lavoro articolato, e per farlo servono esperienze e professionalità. In Italia, tra i dinamici attori che si muovono nel settore si segnala CESI, multinazionale milanese leader nei sistemi di certificazione di componenti per le reti e nella consulenza strategica e progettuale. CESI supporta i fornitori di rete nello sviluppare componenti intelligenti, tecnologie predittive e resilienza infrastrutturale nelle nuove smart grid, così che gli operatori possano gestire un settore dove, soprattutto per gli eventi estremi in crescita, le reti tradizionali rischiano di diventare presto obsolete.
CESI sostiene clienti e partner nel passaggio dalle reti tradizionali a quelle intelligenti, contribuendo tra le altre cose ad abilitare la rivoluzione concettuale che tale svolta impone, ad esempio, sul piano securitario, dato che reti intelligenti scambianti massicce moli di dati impongono una crescente attenzione al fronte cyber e della sicurezza Ict. CESI fornisce sia l’analisi strategica che il supporto tecnico per abilitare le smart grid, garantire la sensoristica operativa, integrare dispositivi interni ai partner nella rete e garantirne la governance, non dimenticando al contempo la governance securitaria. Expertise trasversali, queste, che serviranno alle imprese in un mondo che vede gli investimenti in Smart Grid decollare anno dopo anno: Fortune ha stimato in 40,6 miliardi di dollari nel 2023, 49,2 nel 2024 e 64,1 nel 2025 il livello mondiale di investimenti in smart grid negli ultimi anni, a un tasso medio di crescita del 18% che imporrà agli operatori di guardare a questo settore dirompente con crescente attenzione. E a scegliere i partner giusti per evitare di fallire un salto decisivo per tutto il sistema economico dei Paesi avanzati.