Il gas americano per l’Ucraina sbarca in Grecia: un altro segno della dipendenza europea?

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Il gas per l’Ucraina? Sbarca in Grecia e viene dagli Usa. Potenza della geopolitica dell’energia, di una battaglia tra reti e rotte di comunicazione e fornitura che supera le leggi più elementari della geografia. Nella giornata del 27 dicembre è sbarcato a Revithoussa il primo carico di gas naturale liquefatto (Gnl) prodotto negli Stati Uniti.

Gnl Usa per l’Ucraina: l’accordo Dtek-Venture Global

Come concordato al G7 italiano di Fasano dai presidenti Volodymyr Zelensky e Joe Biden, tra le strategie securitarie con cui Washington intende coinvolgere crescentemente Kiev nella sua sfera geopolitica c’è l’avvio delle forniture di Gnl americano all’Ucraina. L’operatore di rete ucraino Dtek ha dunque siglato con uno dei maggiori player Usa del Gnl, Venture Global, divenuto effettivo con i primi 100 milioni di metri cubi giunti in terra ellenica, che consolidano la presa dei fornitori a stelle e strisce sul frammentato mercato europeo dell’oro blu.

Venture Global fornirà a Dtek alcuni carichi fino al 2026, poi partirà un accordo-quadro con cui la società dell’oligarca Rinat Akhmetov, proprietario dell’Azovstal di Mariupol e della squadra di calcio dello Shaktar Donetsk, principale operatore energetico del Paese invaso dalla Russia nel 2022 acquisterà 2 milioni di tonnellate all’anno (2,8 miliardi di metri cubi) di oro blu americano per i successivi 20 anni.

Un piano che ipoteca sostanzialmente il futuro energetico dell’Ucraina ai legami con la superpotenza a stelle e strisce in un contesto che vede ormai al tramonto gli accordi di transito sul gas russo, in aperto conflitto politico Kiev e i Paesi che continuano a mirare all’oro blu di Mosca (l’Ungheria di Viktor Orban e la Slovacchia di Robert Fico soprattutto, ma anche la neutrale Austria) e sempre più vassalla alle forniture esterne un’Europa senza rotta.

Le rotte del gas americano verso l’Europa

“L’Europa si rifornisce di circa il 40 percento delle sue importazioni di Gnl dagli Stati Uniti, ma nessuna è mai stata acquistata direttamente dall’Ucraina”, ricorda il Financial Times, aggiungendo che la spedizione di Venture Global, colosso che mira a fare dell’accordo con l’Ucraina un perno di una strategia di crescita del suo business, “coincide anche con l’intensificazione degli attacchi della Russia al sistema energetico ucraino. L’ ultimo attacco è avvenuto il giorno di Natale, lasciando più di mezzo milione di persone senza riscaldamento, acqua ed elettricità”, facendo sentire sempre più forte la necessità di rispondere alla Russia e alla sua militarizzazione del settore energetico contro il Paese invaso.

Attenzione, dunque, al fronte Sud dell’Europa, dove dal primo mandato di Donald Trump gli Usa lavorano per plasmare una strategia geopolitica volta a contenere l’espansione della proiezione russa sull’energia e in cui Paesi come la Grecia acquisiscono valore strategico sia come pivot per i nuovi, importanti gasdotti come EastMed sia per le forniture di Gnl per blindare l’energy dominance americana. Tutto questo mentre in un’Europa in cui il gas russo è tutt’altro che scomparso ora la voce americana si fa sempre più sentire. Con buona pace di ogni desiderio di autonomia strategica del Vecchio Continente in campo energetico.