La corsa all’intelligenza artificiale si scontra con un vincolo sempre più concreto: la disponibilità di energia elettrica. I modelli linguistici e le infrastrutture di calcolo avanzato divorano megawatt con una continuità che le reti tradizionali faticano a sostenere. La risposta operativa a questa voracità si trova a Loviisa, sulla costa meridionale della Finlandia, dove Google ha deciso di legare il proprio futuro tecnologico a una centrale atomica degli anni Settanta. Il colosso di Mountain View ha infatti siglato un accordo di acquisto a lungo termine (PPA) con l’operatore energetico Fortum, assicurandosi fino al 50% della capacità della centrale in un arco temporale che coprirà le operazioni fino al 2049.
Con questa mossa, Google non si limita a comprare elettricità, ma offre a Fortum una certezza sui ricavi che contribuirà a sostenere gli investimenti necessari per mantenere in funzione l’impianto, gettando contestualmente le basi per valutare lo sviluppo di nuovi reattori.
Loviisa, il patto che tiene in vita il vecchio nucleare
Il patto entrerà in vigore nel 2028 con volumi ridotti, per poi scalare a regime dal 2030, consegnando a Google una consistente quota di energia stabile e decarbonizzata. Per Fortum, invece, l’intesa risolve un nodo finanziario determinante: la centrale di Loviisa opera con due reattori VVER-440 entrati in funzione tra il 1977 e il 198, capaci di generare circa il 10% dell’elettricità nazionale. Nel 2023, il governo di Helsinki ha autorizzato l’estensione della loro vita operativa fino alla fine del 2050, ma mantenere in sicurezza un impianto con quasi mezzo secolo di attività richiede un piano di ammodernamento da circa un miliardo di euro.
Fino a oggi, l’80% di questi progetti – per un valore di circa 700 milioni – era in attesa della decisione finale di investimento. L’ingresso di un acquirente globale disposto a vincolarsi per oltre vent’anni offre quindi a Fortum la certezza sui ricavi necessaria per procedere con gli investimenti. I capitali legati all’accordo contribuiranno così a finanziare non solo il mantenimento, ma anche il potenziamento strutturale dell’impianto: alla capacità attuale si aggiungeranno 10 megawatt supplementari, che andranno a sommarsi a un incremento di 38 MW già in cantiere e previsto per il 2028.
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Tredici miliardi di euro per la nuova frontiera dell’AI
La scelta di blindare il nucleare scandinavo è il prerequisito di un’inedita espansione industriale: tra il 2027 e il 2028, Google riverserà in Finlandia 13 miliardi di euro per costruire nuovi data center a Kajaani, Muhos e Vaala, oltre ad ampliare il sito storico di Hamina, ricavato nel 2009 dalla riconversione di un’ex cartiera. Si tratta del più imponente investimento singolo mai varato dall’azienda in Europa.
La Finlandia, inoltre, offre il terreno ideale per le infrastrutture di intelligenza artificiale: un clima rigido che abbatte i costi di raffreddamento dei server, una rete elettrica con ampia disponibilità e un mix energetico a basse emissioni. Nonostante ciò, l’addestramento e il funzionamento dei modelli algoritmici richiedono server accesi 24 ore su 24. Per rispondere a questa esigenza, il nucleare garantisce una produzione continua, mentre Google sta affiancando all’energia atomica nuovi accordi per l’eolico e sistemi di accumulo, così da sostenere l’espansione dei propri data center e contribuire alla stabilità della rete elettrica.
L’ipotesi di nuovi reattori
L’orizzonte della partnership si estende ben oltre i vecchi reattori VVER-440: Google e Fortum hanno infatti siglato un memorandum d’intesa per co-sviluppare nuova capacità nucleare, progetti rinnovabili e sistemi di flessibilità della rete. Mountain View sta valutando la possibilità di installare ulteriori reattori nell’area di Loviisa, studiando modelli di business in grado di sostenere economicamente eventuali nuovi progetti nucleari e di distribuire i rischi finanziari legati agli elevati costi e ai lunghi tempi di realizzazione che caratterizzano il settore.
Sul fronte dello stoccaggio, Google ha inoltre sottoscritto un contratto per un sistema di batterie da 94 megawatt vicino al futuro data center di Kajaani, che dovrebbe entrare in funzione alla fine del 2027 e contribuire al bilanciamento della rete finlandese. Sul piano delle rinnovabili, l’azienda ha anche annunciato nuovi accordi per l’energia eolica, portando a 629 MW la capacità eolica onshore di nuova generazione sostenuta in Finlandia.
La competizione globale sull’intelligenza artificiale ha dunque superato la fase del semplice accaparramento dei microchip. La vera barriera all’ingresso, oggi, è anche l’energia e legando i propri server al destino di una centrale atomica, Google dimostra come l’industria tecnologica non si limiti più a consumare elettricità, ma stia entrando sempre più direttamente nella partita per garantirla nel lungo periodo.
Fonti:
Google Blog, Google AI commitment to Finland, 2026. Disponibile su: https://blog.google/innovation-and-ai/infrastructure-and-cloud/global-network/google-ai-commitment-to-finland/
BBC News, Google signs up for nuclear power in Finland, 2026. Disponibile su: https://www.bbc.com/news/articles/c8r6y4me2g6o
World Nuclear News, Google signs up for electricity from Finnish nuclear power plant, 2026. Disponibile su: https://world-nuclear-news.org/articles/google-signs-up-for-electricity-from-finnish-nuclear-power-plant
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