Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti mediato dal Pakistan, a cui ha aderito anche Israele, ha temporaneamente posto fine alla Terza guerra del Golfo e lascia auspicare che la pace possa portare ciò che con la forza Washington non ha ottenuto, la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale e, soprattutto, energetico. Questo si è riflesso in un crollo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Nella giornata del 7 aprile i futures sul Brent erano corsi ben oltre i 110 dollari al barile. Mentre scriviamo, poco dopo le 1:30 dell’8 aprile 2026, i mercati registrano un vero e proprio schianto dell’oro nero. Il Brent perde istantaneamente il 15%, scende sotto i 100 dollari al barile e si assesta attorno ai 93, ai minimi da un mese. Il trend di una discesa ulteriore sembra tracciato.

Sorride anche l’America, dove il greggio Wti scende in proporzione simile e gli indicatori del prezzo della benzina lasciano presagire un calo del 10% dei prezzi giorno su giorno. I mercati avevano scontato nelle ultime sessioni un aumento vertiginoso di criticità strutturali e volatilità, con la prospettiva di un aumento dell’inflazione fattasi sempre più viscosa e problematica a causa della guerra. Lo shock energetico globale era stato al contempo il frutto della risposta iraniana all’assalto israelo-americano e poi uno strumento di guerra economica di Teheran contro Washington, Tel Aviv e i loro alleati. In tal senso, il boom del petrolio era un proxy della nuova incertezza economica globale. Il ritorno del prezzo su livelli più sostenibili appare tracciato, a patto che il cessate il fuoco si consolidi come processo strutturato e sempre più lineare. Questo non toglie che in futuro i colli di bottiglia saranno asset geopolitici sempre più pregiati. L’Iran ha scoperto di avere un’atomica, la possibilità di bloccare Hormuz, e tanti altri Paesi potranno farlo sui loro stretti. Il rischio geopolitico dovrà essere incorporato nei prezzi delle materie prime. Ma i consumatori di energia, ora, respirano. E può farlo anche una Vecchia Europa in bolletta che vedeva le streghe per i costi del conflitto.
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