Il mondo dell’energia e quello delle nuove tecnologie sono strettamente interconnessi. Da un lato il settore energetico è tra i maggiormente flessibili a ogni forma di cambiamento sistemico nei paradigmi tecnologici, che nel campo della ricerca della massima efficienza nella generazione e nella distribuzione trova spesso applicazione; dall’altro le transizioni energetiche, i passaggi da un tipo di fonte a un altro e le evoluzioni paradigmatiche sono possibili esclusivamente quando giungono a maturazione sistemi di tecnologie tali da creare nuovi mercati e nuovi standard.

Questo principio, valido per quanto riguarda le fonti tradizionali, è ancor più vero nell’era della transizione energetica e della corsa alle rinnovabili. In cui il legame tra tecnologia ed energia è ancora più intimo. Tanto da permettere di affermare con ragionevole certezza che prima ancora della fonte pulita sia, in un sistema che voglia fare della decarbonizzazione il suo obiettivo, l’ecosistema tecnologico a fare la differenza.

In primo luogo, in ogni sistema distributivo le tecnologie abilitanti possono consentire di fare dell’efficienza e del risparmio energetico il driver di ogni rete “intelligente” (smart grid).  Tecnologie come l’IoT (internet delle cose) e l’intelligenza artificiale rappresentano possibili driver di ulteriori processi di efficientamento e  stanno contribuendo a favorire sempre più il controllo in tempo reale e la gestione in automatico delle reti energetiche, rafforzandone al contempo la resilienza di fronte a shock esterni. Tradizionalmente associati a calamità naturali o eventi atmosferici avversi, prima che la pandemia di Covid-19 portasse le reti tradizionali di distribuzione a condizioni di sovraccarico e che  i sistemi elettrici di tutti i Paesi fossero costretti a confrontarsi con sfide estreme e senza precedenti per tutelare il corretto funzionamento del servizio in termini continuativi.

Matteo Codazzi, amministratore delegato di CESI, azienda milanese leader mondiale nel testing per il settore elettrico e specializzata anche in servizi consulenziali per il sostegno alla ricerca dell’efficienza energetica da parte di utilities e imprese, ha scritto su Energy Journal, House Organ della multinazionale, che quello delle tecnologie abilitanti è un pilastro fondamentale, ma non l’unico, di questo processo. Altri tre sono i temi da analizzare per capire l’impatto sistemico delle nuove tecnologie: modelli di businessdesign del mercato e strutturazione delle unità operative.

In sostanza, l’innovazione tecnologica deve saper portare con sé un nuovo modo di governare il sistema energetico, creando nuove opportunità economiche (dall’utilizzo di tariffe flessibili che seguano il principio time-of-use per ogni cliente all’introduzione di nuovi servizi nei mercati per mantenere operative e attive le reti), ma anche consentendo di capire che le unità operative dei mercati non necessariamente coincideranno con quelle di un tempo. La digitalizzazione e la crescente richiesta di resilienza da parte dei gestori delle reti spingono verso sistemi più complessi e, al contempo, decentralizzati, basati su mini-reti (mini-grids) che possono permettere di diversificare forniture e investimenti a seconda delle necessità di un determinato territorio. Il numero uno di CESI sottolinea che tale struttura è quella ottimale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione prefissati dalle Nazioni Unite per il 2030 e che in tal senso è interessante l’esempio di quanto avviene in diversi Paesi africani, dove reti efficienti e decentralizzate aiutano a fornire servizi come la purificazione delle acque potabili.

Anche l’operatività è un fronte da vigilare attentamente: stando al Sustainable Development Scenario della IEA, il 75% della riduzione di emissioni previste entro il 2070 deriverebbe da tecnologie al momento in fase di analisi e sperimentazione, non ancora commercializzabili su larga scala. Dunque l’inserimento delle nuove tecnologie sul mercato dovrà essere ben ponderato e graduale, operato con pragmatismo e con la corretta supervisione da parte degli specialisti del settore. Al fine di evitare spiacevoli colli di bottiglia legati a obiettivi irrealistici o a problematiche connesse alla catena del valore dei dispositivi necessari.

Queste dinamiche segnalano, dunque, quanto importante sia la fase di analisi e sperimentazione delle tecnologie che ancora devono giungere a piena maturazione. CESI, in questo contesto, offre ai clienti e ai partner l’esperienza degli avanzati KEMA Labs, i laboratori della Divisione Testing, Ispezione e Certificazione del Gruppo, nei quali ci si concentra anche sulla sperimentazione di tecnologie finalizzate ad aumentare l’efficienza energetica e la transizione digitale delle società clienti prossime a essere introdotte sul mercato. Per ovviare alle necessità di business continuity e alle problematiche imposte dalla pandemia CESI ha anche offerto la possibilità di offrire assistenza da remoto coordinando ingegneri e tecnici dei clienti con propri operatori.

I laboratori di CESI in Italia, Olanda, Germania, Repubblica Ceca e USA lavorano in diretta streaming e su un’area di 400 metri quadrati possono gestire test e collegamenti fino a un massimo di 2mila dispositivi in contemporanea. I clienti possono utilizzare a distanza sensori di realtà aumentata e visori per interfacciarsi direttamente con CESI, sfruttando inoltre gli algoritmi e i software sviluppati assieme all’azienda milanese per commentare e analizzare i dati.

Non dobbiamo dimenticare, infine, che l’approccio di CESI non trascura la problematica legata al fatto che un ampliamento del perimetro digitale ed informatico porta con sé un rischio crescente di minacce cyber alle aziende clienti. Dall’applicazione del 5G a quello dei nuovi algoritmi, questo rischio è sanato a monte applicando un approccio security by design che impone un surplus di cautela nello strutturare i sistemi informativi e comunicativi delle aziende clienti. Inoltre, sulla sicurezza delle reti e sulla loro sostenibilità CESI è attenta ad operare per certificarne qualità e tenuta in termini di resistenza e resilienza alle minacce. Il futuro dell’energia passa per un’analisi a tutto campo dei mercati, delle esigenze del mondo aziendale e per un’applicazione pragmatica dei frutti dell’innovazione. Realismo e concretezza sono insomma la strada con cui immaginare una vera transizione efficace e duratura grazie alle nuove tecnologie.

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