Le ostilità tra Russia e Ucraina hanno mutato il quadro delle relazioni energetiche nel Vecchio Continente e le materie prime viaggiano verso nuovi mercati. Secondo un’indiscrezione lanciata da Bloomberg, Mosca starebbe rimpinguando la flotta ombra di metaniere nell’Artico, con l’obiettivo di esportare il gas naturale liquefatto (GNL) in direzione di Pechino dopo che l’Unione Europea ha deciso di mettere al bando le importazioni. Sullo sfondo di questa vicenda, si staglia il progetto Arctic LNG 2, il grande impianto situato nella fredda Siberia in grado di produrre grandi quantità di gas al punto da da dover richiedere un incremento delle navi da 11 a 20 rispetto alla fine del 2025. Dalle parti del Cremlino si vuole trovare un’alternativa ai circuiti occidentali e il canale con Pechino può essere una valida alternativa che gli stessi cinesi vedono come un’opportunità commerciale troppo ghiotta.
Il gioiello impiantistico e il nodo logistico
L’Arctic LNG 2 è un impianto industriale dalla capacità produttiva di 19,8 milioni di metri cubi di gas nella pensiola di Gydan. La struttura è soggetta alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’Unione Europea che hanno ostacolato i finanziamenti con conseguenze per i cantieri e le tecnologie impiegate che, tuttavia, non hanno provocato una battuta d’arresto delle attività, sebbene qualche problema legato alla logistica sussista. Durante la stagione primaverile ed estiva, le navi cisterna possono tranquillamente navigare lungo la Rotta del Mare del Nord per raggiungere le coste del Pacifico, ma durante i mesi invernali quelle rotte sono infestate dai ghiacci.
Il trasporto del gas prodotto a Gydan avviene tramite le metaniere di classe Arc7, messe a punto per poter navigare nelle insidiose acque dell’Artico, delle quali la marina russa può contare una componente limitata vista la combinazione data tra scarsità in commercio e l’imposizione delle sanzioni contro le stesse. Non è un caso, infatti, che i trasbordi di gas da metaniera in metaniera avvengano molto di frequente dando modo alle imbarcazioni di tipo Arc7 di effettuare soltanto il tragitto costellato da banchi di ghiaccio mentre ad arrivare in Cina ci pensano le altre navi. Non è un caso, dunque, se il Cremlino abbia voluto accrescere di altre nove unità navali la flotta nel circolo polare se si vuole che grandi quantità di gas possano essere esportate.
Tra i litiganti di Bruxelles e Mosca, Pechino gode
Dall’anno prossimo, le nostre case non saranno più riscaldate con il gas che arriva da Est come stabilito nel febbraio di quest’anno da parte del Consiglio europeo ed ecco perché molti Paesi europei hanno cercato di farne il pieno prima che lo stop diventasse effettivo. Avendo il Vecchio Continente tagliato i ponti con l’Orso russo, il Dragone ha voluto erigerne di nuovi e diventare il principale acquirente di GNL. I prezzi di vendita del GNL, secondo Reuters, sarebbero fortemente scontati e sotto i benchmark del mercato asiatico in quanto proveniente da un impianto che è soggetto a sanzioni da parte della comunità internazionale.
Un vantaggio non di poco conto, soprattutto se si considera che questo gas non è solo una spesa da sostenere ma anche una fonte di ricavo. Pechino trova conveniente riesportare il GNL importato dalla Russia verso altri Paesi asiatici, come il Giappone e la Corea del Sud, tramite la loro flotta di metoniere per fare fronte al surplus di gas importato ma rimasto inutilizzato da parte del mercato interno. Secondo l’Amministrazione nazionale per l’energia, le centrali elettriche hanno mantenuto bassa la domanda, motivo per cui le autorità cinesi hanno interesse a portarlo verso altri lidi.
Uno scenario win-win per Pechino, che ha in primo luogo ha la possibilità di acquistare gas a prezzi molto contenuti e in secondo luogo rivenderlo per fare cassa. La Russia, dunque, trova così un nuovo mercato disposto ad acquistare le sue materie prime, nonostante le difficoltà logistiche da superare per aggirare le sanzioni occidentali.
InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream. Unisciti a noi, abbonati oggi!
Fonti
- Russia doubles its LNG dark fleet in race to boost gas exports, Bloomberg, 1 settembre 2026 – https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-01/russia-doubles-its-lng-dark-fleet-in-race-to-boost-gas-exports?srnd=phx-industries-energy
- China restarts LNG re-exports on sufficient summer supply, stronger JKM, S&P Global, 22 luglio 2026 – https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/lng/072226-china-restarts-lng-re-exports-on-sufficient-summer-supply-stronger-jkm
- Russia’s LNG exports by destinations and volumes, Reuters, 19 settembre 2025 – https://www.reuters.com/business/energy/russias-lng-exports-by-destinations-volumes-2025-09-19/?utm_source=chatgpt.com
- Russia’s Novatek gives deep discounts to sell sanctioned LNG to Chinese buyers, sources say, Reuters, 19 novembre 2025 – https://www.reuters.com/business/energy/russias-novatek-gives-deep-discounts-sell-sanctioned-lng-chinese-buyers-sources-2025-11-19/?utm_source=chatgpt.com