Il suo soprannome è emblematico: “Tiger-fighter“, cioè “Cacciatrice di tigri”. Zou Jiayi, ex viceministra delle Finanze e alta funzionaria dell’organismo anti corruzione del Partito Comunista Cinese (Pcc), è stata appena eletta nuova presidentessa dell’Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), la banca multilaterale di sviluppo fondata nel 2016 in Cina per finanziare progetti di infrastrutture in Asia e in altre regioni.
In patria Miss Zou è conosciuta per essere una cacciatrice di tigri grazie alla sua reputazione consolidata di figura chiave nella campagna anti corruzione cinese. Ha infatti contribuito a smascherare o perseguire funzionari di alto rango. Il termine “cacciare le tigri”, del resto, deriva da un’espressione usata dal presidente cinese Xi Jinping: “Colpire sia le mosche che le tigri”. Fuori di metafora, per la cronaca, le mosche sono i piccoli funzionari corrotti mentre le tigri sono i big dell’apparato politico e burocratico del Dragone.
Toccherà dunque a Zou gestire la risposta della Cina alla Banca Mondiale, sostituendo il presidente fondatore dell’Aiib, Jin Liqun, che si dimetterà a gennaio dopo un decennio al vertice dell’istituto.
Miss Zou, la cacciatrice di tigri
Zou, definita dai media statali cinesi “Tiger-Fighting Lady General“, ha guadagnato questa fama quando faceva parte del Comitato permanente della Commissione Centrale Cinese per l’Ispezione Disciplinare, l’organismo anti corruzione del Pcc, noto per le sue indagini sugli alti funzionari (le tigri, appunto). La signora risulta inoltre essere vicesegretaria generale del Comitato Consultivo Politico del Popolo Cinese, l’organismo consultivo del governo.
Il cambio di leadership della Aiib è arrivato in un momento delicato per Pechino. Il Dragone, come ha evidenziato il Financial Times, sta infatti intensificando i suoi sforzi per corteggiare l’Europa e le economie dei Paesi emergenti, presentandosi come partner affidabile nel bel mezzo delle tensioni commerciali scatenate dagli Stati Uniti.
Secondo presidente dell’Aiib e prima leader donna, Zou eredita un istituto che Jin, un altro ex viceministro delle finanze cinese e uno dei funzionari finanziari più influenti del Paese – avendo precedentemente ricoperto incarichi presso la Banca asiatica di sviluppo e il fondo sovrano della Cina – aveva trasformato in un facilitatore della Belt and Road Initiative varata da Xi.
Miss Zou potrebbe spingere l’Aiib verso un maggiore allineamento con i principali investitori per lo sviluppo, come Stati Uniti e Giappone. Bloomberg e Politico hanno scritto che la banca intenderebbe anche aprire uffici a Hong Kong, Singapore e Londra, oltre all’attuale ufficio satellite di Abu Dhabi.
L’importanza dell’Aiib
L’Aiib è stata fondata dalla Cina con l’intenzione di usarla per rimodellare la finanza internazionale per lo sviluppo. Conta 110 Paesi membri, compresi Regno Unito, Germania, Francia, Canada e Australia, oltre a Russia, India e altre nazioni in via di sviluppo, ma non gli Stati Uniti. Per gli Usa, infatti, l’istituto di credito di Pechino fungerebbe da strumento di influenza geopolitica cinese.
In ogni caso la Cina è il principale azionista dell’Aiib: detiene circa il 27% della quota di voto e contribuisce al 30% del suo capitale di quasi 100 miliardi di dollari. La banca in questione ha approvato più di 300 progetti per un valore di oltre 60 miliardi di dollari, in primis infrastrutture come ponti, strade e impianti energetici.
L’ex presidente Jin ha sempre ritenuto che i “dubbi” in merito al presunto predominio cinese all’interno dell’istituto fossero infondati. I partner europei “possono svolgere un ruolo importante” nella banca, ha più volte spiegato, aggiungendo che la porta “è stata spalancata e rimane aperta” anche alla partecipazione degli Stati Uniti. Sarà compito di Miss Zou, la cacciatrice di tigri, guidare l’Aiib nei turbolenti mari dell’economia globale.