La Nuova Via della Seta non è una minaccia ma una grande opportunità per il mondo intero. Lo ha ribadito poche ore fa il presidente cinese Xi Jinping in occasione della seconda edizione del Belt and Road Forum. L’incontro si è tenuto a Pechino nell’enorme National Convention Center. Per l’occasione sono stati invitati 37 capi di Stato. Tra questi anche il premier italiano Conte, l’unico leader del G7 presente. Xi ha parlato per circa 40 minuti in cui ha rispedito al mittente (leggasi Stati Uniti) le critiche sulla Nuova Via della Seta.
Le critiche degli Stati Uniti
Il progetto di Xi è stato più volte accusato di essere un cavallo di Troia per nascondere il piano egemonico della Cina. La quale – sostengono i detrattori – mira a conquistare economicamente con la trappola del debito quanti più Paesi possibili. Washington ha puntato il dito anche sulle modalità di esecuzione del piano cinese, il quale favorirebbe l’agenda politica del Dragone e le imprese battenti bandiera pechinese. Sentendo minacciata la propria egemonia globale gli Stati Uniti non hanno badato a spese nel tentativo di screditare la Nuova Via della Seta.
Il discorso di Xi
Ecco perché il discorso di Xi può essere letto come difensivo ma anche come propositivo. La Cina ha un disegno ben preciso che non deve essere liquidato con minacce verbali. La Nuova Via della Seta, se è una minaccia per gli interessi degli Stati Uniti, lo stesso non è considerata tale dai Paesi africani, da troppo lasciati in balia del destino. Ma per governare il mondo bisogna essere in grado di affiancare i fatti a una buona dose comunicativa. E allora Xi sfodera tutta la sua ars oratoria di fronte a una platea delle grande occasioni.
Le parole chiave
Le parole chiave usate dal leader cinese rispondono ai temi più sentiti dal mondo occidentale. Così la Nuova Via della Seta diventa pulita, multilaterale, verde e sostenibile. Massima attenzione anche alla corruzione, verso la quale la Cina adotterà tolleranza zero. Pechino vuole ergersi a paladino di una nuova globalizzazione, equa e win win. Xi ha poi fatto altre promesse. “Miglioreremo leggi e regolamenti – ha proseguito il presidente cinese – aboliremo i regolamenti irragionevoli e quei sussidi che impediscono l’equa competizione del mercato”. Infine, forse per venire incontro alle esigenze di Trump, ci sarà la tanto attesa accelerata sulla protezione dei diritti della proprietà intellettuale.
La missione cinese di Conte
Focalizzandosi sulla platea seduta ad ascoltare Xi, si notano protagonisti politici di primo piano ma non esponenti americani. Giuseppe Conte è arrivato in Cina subito dopo il discorso d’apertura del leader cinese, con il quale avrà comunque un faccia a faccia durante la sua trasferta asiatica. Conte metterà la firma di Roma sul comunicato congiunto del Forum. Nelle sue 48 ore cinesi, il premier italiano avrà un bilaterale anche con il primo ministro Li Keqiang. I contatti tra Italia e Cina non si fermano, anche se Roma deve scegliere da che parte stare. Meglio aderire al piano economico del Giappone o alla Nuova Via della Seta cinese?



