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Non sembrano conoscere fine le ripercussioni sulla Germania dello scandalo che ha colpito la società finanziaria Wirecard AG, al centro della più grande frode finanziaria che abbia mai interessato Berlino. Stando a quanto riportato da IlSole24Orel’Esma (European Securities and Markets Authority) avrebbe infatti aperto un fascicolo per indagare sulle mancanze della Bafin (la Consob tedesca) nel controllo dell’emittente di carte prepagate. E dopo l’inchiesta portata avanti dalla procura di Monaco che ha rilevato interferenze da parte dello stesso ministero della Finanza, un altro pilastro della Germania inizia adesso a vacillare.

Un terremoto colpisce la Germania

Dalla sua istituzione sino ai giorni nostri non era mai accaduto che l’Esma indagasse sull’operato degli enti nazionali delegati alla vigilanza dei mercati. Tuttavia, l’ammanco di 1.9 miliardi di euro mai rilevato sino allo scorso 18 giugno e le accuse che erano già state rivolte alla Bafin riguardo al l’eccessiva leggerezza con la quale era stata controllata la società di Braun negli ultimi anni non ha lasciato alternative a Bruxelles.

La messa in stato d’accusa della Bafin apre però a scenari devastanti per il comparto finanziario della Germania, cui scandali ormai sembrano davvero non conoscere la parola fine. In particolar modo, poiché i controlli portati avanti all’acqua di rose gettano ulteriori ombre non soltanto sulle mancanze nei confronti del colosso del FinTech tedesco ma di tutta la filiera di Francoforte. In una situazione che, di riflesso, colpisce la stabilità stessa dell’economia tedesca e la credibilità di tutti gli operatori di mercato dell’Unione europea.

Pochi controlli, grande sfiducia

All’interno del mondo finanziario l’esistenza di organi preposti al controllo ed alla vigilanza dell’operato delle società sono fondamentali per garantire la fiducia e la sicurezza degli investitori. E soprattutto per quando si parla di società attive nella gestione patrimoniale e dei depositi della clientela questo fattore è particolarmente importante.

Quanto rilevato sino a questo momento sulla gestione di Wirecard AG e sui mancati controlli nei suoi confronti evidenzia appunto il risultato della mancanza di un adeguato sistema di controllo. E in modo particolare, sottolineare nei prossimi mesi la durezza delle ripercussioni negli investimenti stessi nella filiera e nell’indice azionario di Francoforte sul Meno, il Dax.

Tuttavia, come evidenziato da IlSole24Ore, la situazione verificatasi in Germania avrà ripercussioni su tutto il comparto finanziario dell’Unione europea, con una motivazione molto semplice: l’Europa stessa dovrebbe garantire la stabilità dei mercati nazionali. Benché infatti l’unione europea non abbia strumenti diretti per farlo – e appunto per questo si appoggia sulle giurisdizioni nazionali – l’esistenza dell’Eurozona implica come i mercati dovrebbero essere garantiti all’unisono. E soprattutto, evidenzia come questa eccessiva divisione dei controlli apra alla possibilità – sia in buonafede sia in malafede – che si verifichino con più frequenza episodi come quello che hanno colpito Wirecard AG.

Mercato comune, regole differenti

Differentemente da quanto accade negli Stati Uniti d’America, benché in Europa la registrazione in uno degli albi nazionali permetta l’operatività in tutta l’Unione europea le regole alle quali devono sottostare le società sono differenti. Per questo motivo – oltre alle questioni fiscali – i Paesi del Benelux, i Paesi baltici e la Germania sono le basi preferite per le società finanziarie.

Con una normativa meno ferrea e grazie ad un sistema di vigilanza notoriamente indietro rispetto al resto dell’Unione, la Germania è stata dunque l’habitat perfetto per l’operatività della società guidata sino al 18 giugno da Braun. E soprattutto, ha messo l’emittente di carte prepagate nella condizione di poter operare liberamente anche in quelle pratiche illecite che hanno portato alla sua stessa distruzione. In uno scenario che, ancora una volta, getta mille interrogativi sulla Germania e su un sistema considerato da sempre solido ma rivelatosi incredibilmente fragile.