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Usa-Cina, le aziende “tifano” per la distensione. E Yellen va a Pechino

Distensione e competizione vanno di pari passo: con questa filosofia Janet Yellen, Segretario al Tesoro di Joe Biden, si recherà in Cina ad aprile per discutere dei possibili rapporti futuri tra Washington e Pechino, fondati sulla prospettiva di una perimetrazione...

Distensione e competizione vanno di pari passo: con questa filosofia Janet Yellen, Segretario al Tesoro di Joe Biden, si recherà in Cina ad aprile per discutere dei possibili rapporti futuri tra Washington e Pechino, fondati sulla prospettiva di una perimetrazione delle linee di confronto tra le due superpotenze nei campi dell’economia in cui sono in diretta rivalità.

Nel quadro della competizione militare, geopolitica e strategica tra Usa e Cina un dato è chiaro: il mondo del business e quello degli investimenti dovrebbero, almeno sul fronte americano, accelerare sulla carta il de-coupling dalla Repubblica Popolare e assecondare una traiettoria di confronto sempre più acuta. Ma non ne hanno, almeno per il momento, il totale desiderio. E dunque c’è un’ampia cordata di soggetti economici, industriali e finanziari, che hanno nel Segretario al Tesoro ed ex capo della Federal Reserve il loro perno, che spingono per una distensione attiva. E sperano che Joe Biden e Xi Jinping chiariscano i perimetri del commercio bilaterale, dei flussi di investimento delle tecnologie critiche e dei campi in cui le questioni di sicurezza nazionale sono dirimenti. Un modo per mettere a sistema e regolare la strisciante guerra economica tra le due sponde del Pacifico.

Non stupisce che il viaggio di Yellen venga annunciato da funzionari del Tesoro Usa a Politico nei giorni in cui in Cina Xi Jinping riceve il gotha dell’industria americana attiva nel Paese quattro mesi dopo il galà di San Francisco a cui ha presenziato assieme a Biden. Nella Grande Sala del Popolo di Pechino Xi ha, a inizio settimana, ricevuto una delegazione di 18 Ceo americani. Si va da Stephen Schwarzman di Blackstone, che spera di non dover rottamare gli asset detenuti in Cina, a  Cristiano Amon di Qualcomm, tra le aziende leader nel campo dei chip e dei semiconduttori. Un incontro a cui anche Xi, nota il Financial Times, guardava con attenzione: “L’incontro di Pechino fa parte di una spinta internazionale da parte della Cina per riaccendere il sentimento degli investitori, con i mercati azionari di Shanghai e Shenzhen che hanno condotto un roadshow negli Stati Uniti questa settimana. “La Cina sta stabilizzando la crescita e ripristinando la fiducia”, si legge nell’invito a quell’evento”.

La visita di Yellen si inserirà in questo filone. In cui entrambe le parti cercheranno di massimizzare i propri risultati. In sostanza: la Cina ha bisogno degli investimenti e dei capitali americani per stabilizzare la sua crescita e soprattutto le sue borse; gli Stati Uniti temono l’ascesa di Pechino in campi come la microelettronica, la difesa, l’intelligenza artificiale, le macchine elettriche ma al contempo non hanno la possibilità di ingaggiare una guerra commerciale a tutto campo; entrambi i Paesi sostengono la ripresa fluida dei commerci dopo gli shock degli ultimi tempi. Il business e le rivalità geopolitiche e militari, specie riguardanti Taiwan, si muovono su binari che non necessariamente convergono nella stessa direzione.

Il recente avvio del possibile processo di bando di TikTok negli Usa ha mostrato quanto la sovrapposizione tra competizione geopolitica e rivalità economiche, se portata agli estremi, possa creare frizioni. Yellen opererà una visita di de-risking cercando, tra le altre cose, di separare la crisi di TikTok dal resto delle partite in campo. Chiederà a Pechino di non operare il dumping sulle auto elettriche da un lato, ma non annuncerà nuove forme di ritiro della presenza del Big Tech Usa in Cina dall’altro.

Il viaggio funge da seguito agli incontri di Yellen a Pechino a luglio che hanno portato alla formazione di nuovi gruppi di lavoro economici e finanziari progettati per “discussioni franche e sostanziali” su questioni controverse”, ha detto Politico. Yellen è membro di spicco del “partito della mediazione” con cui Joe Biden vuole regolare una competizione con la Cina che né lui né Xi vogliono far ulteriormente peggiorare, visti i venti di guerra che soffiano nel contesto globale. E cosa meglio degli affari per delimitare le linee rosse? Pecunia non olet è un principio vecchio di due millenni…

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