La geopolitica della corsa allo spazio
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Economia /

La crisi economica in corso rischia di rappresentare una vera e propria batosta per i titoli di debito della Ue anche nel contesto del nuovo piano di acquisti della Banca centrale europea. Le agenzie di rating ragionano con schemi propri e dettati dalle previsioni di ripresa e sviluppo per le principali economie del pianeta: Stati come l’Italia, dove lo choc economico legato alla pandemia di coronavirus rischia di impattare più duramente che altrove, temono dunque una retrocessione (downgrade) del loro debito nei prossimi report dei giganti del rating, e le prevedibili conseguenza in termini di instabilità delle proprie emissioni.

Il debito italiano è “prezzato” come instabile dalle maggiori agenzie di rating: la cinese Dagong lo classifica al livello Bbb-, mentre in campo statunitense Standard&Poor’s e Fitch hanno assegnato valutazione Bbb e Moody’s Baa3. In altre parole, questo significa che Moody’s classifica i Btp un gradino sotto il livello di rischio quantificabile come junk (spazzatura), al cui raggiungimento l’investimento in un titolo è equiparato ad un’operazione speculativa, mentre per S&P, la maggiore agenzia del pianeta, gli step da percorrere sono due.

La Banca centrale europea, finora, si è sempre tenuta ben alla larga dai rating “spazzatura” cioè sotto il livello di investimento (indicato dall’Eurotower in BBB-), ma di fronte al rischio di una serie di declassamenti a raffica delle agenzie di rating ha deciso ora di rimuovere alcuni paletti sui titoli “spazzatura”, cercando di anestetizzare le problematiche che, a seguito di un’impennata di declassamenti da parte delle agenzie di rating, potrebbero emergere nel suo piano complessivo (risposta all’emergenza più nuovo Qe) da oltre 1 trilione di euro.

Nella giornata di ieri, segnala Il Sole 24 Ore, “la Bce ha infatti annunciato in una nota serale che accetterà temporaneamente, come garanzia a fronte della liquidità fornita alle banche, titoli che fino al 7 aprile erano classificati come minimo BBB- ma che a seguito di un declassamento scenderanno fino a un massimo di due gradini al di sotto di quel livello”. Il tempismo della mossa è legata al nostro Paese: domani Standard&Poor’s aggiornerà il rating dell’Italia, risultando in grado, potenzialmente, di avviare una spirale di declassamenti. I mercati finanziari stavano già scontando questo nervosismo nonostante l’inizio del piano di ingresso della Bce nei debiti pubblici europei attraverso un apprezzamento significativo del Btp e un’impennata dello spread. Tutto ciò a dispetto di una serie di indicazioni positive provenienti proprio da oltre Atlantico, dopo che BlackRock e Goldman Sachs avevano invitato a comprare i fruttiferi Btp, ritenuti sicuri.

In questo contesto è come se due forze di elevata intensità e di verso opposto si confrontassero. Da un lato la spirale ribassista dei rating dettata dalle incertezze delle agenzie. Dall’altro l’espansione monetaria della Banca centrale e lo sdoganamento del potere di fuoco dei deficit nazionali nella risposta alla crisi. L’Eurotower si è, in questo caso, mossa con prudenza e in maniera strategica, anestetizzando fino a settembre 2021 qualsiasi rischio di declassamento a junk del debito dell’Italia o di altri Paesi. Parliamo, come sottolinea La Stampa, di “un modo per evitare il cosiddetto “doom loop”, il circolo vizioso fra rischio sovrano e rischio bancario. Un quarto del debito è nei bilanci delle banche; e se i mercati valutano quel debito non più sostenibile potrebbero trascinare nel baratro l’intero settore, con conseguenze finanziarie devastanti”. L’Eurotower aveva già proposto misure per tamponare il settore bancario, come la creazione di una bad bank per i crediti deteriorati; ora fa un passo avanti conscia del rischio destabilizzante legato alle agenzie di rating. Che in una crisi senza precedenti non sono più trattate come le dominatrici assolute dei mercati, ma come un attore quali tutti gli altri: troppo rischioso al loro giudizio paragonandolo a un’ordalia quando in gioco c’è il futuro dell’economia europea.

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