L’ultima mossa di Unicredit, con l’Offerta pubblica di scambio (Ops) su Banco Bpm da 10 miliardi di euro, è il tipico capolavoro di quel capitalismo finanziario che si mangia tutto: aziende, risparmi, welfare e anche un pezzo di democrazia. Il grande architetto, Andrea Orcel, promette di creare un colosso europeo del risparmio gestito, capace di sfidare i giganti americani come BlackRock. Nobile intento? Neanche per sogno: dietro si nasconde la solita logica del profitto per pochi e della polvere sotto il tappeto per tutti gli altri.
Le mani americane dietro Unicredit
A parole, l’operazione serve a trattenere in Europa quei 33mila miliardi di risparmi che rischiano di finire negli Stati Uniti, dove le “Big Three” (BlackRock, Vanguard e State Street) fanno il bello e il cattivo tempo. Nei fatti, però, Unicredit stessa è già un cavallo di Troia: i suoi azionisti principali sono proprio Allianz e – guarda caso – BlackRock. Il rischio? Creare un “super-player” europeo che, nei momenti decisivi, risponde agli stessi interessi contro cui dovrebbe combattere.
Non è un caso che questa operazione ricalchi i piani di Draghi e Letta: fare dell’Europa un grande mercato unico dei capitali, senza regole troppo rigide che possano ostacolare le fusioni, le concentrazioni e, soprattutto, i monopoli. Il risultato? Unicredit, con i suoi oltre 20 milioni di clienti, punta a dominare il risparmio gestito europeo, ma a quale costo? Spoiler: il conto, come al solito, lo pagheremo noi.
Il welfare? Sacrificato sull’altare della finanza
Perché creare questi titani finanziari? Semplice: più grande è il colosso, più è facile drenare risorse dai risparmiatori. La strategia è chiara: smantellare quel poco che resta dello Stato sociale, spingere i cittadini a investire in fondi privati e polizze e lasciare che i giganti della finanza facciano cassa. La Banca Centrale Europea di Christine Lagarde, con le sue politiche restrittive, sta già preparando il terreno: rigore fiscale, Patto di Stabilità e nessuna pietà per i deboli. Perfetto per i colossi, una tragedia per tutti gli altri.
Il governo, tra ingenuità e impotenza
In mezzo a questo gioco sporco, spunta il governo italiano. Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha minacciato di usare il Golden Power per bloccare l’Ops di Unicredit. Ma siamo seri: cosa può fare un governo che non ha mai avuto una vera strategia sul risparmio? Il piano originario era creare un “polo italiano” con Banco Bpm, Anima Sgr, Mps e i soliti Caltagirone e Del Vecchio. Una mossa già debole in partenza, che l’Ops di Unicredit ha spazzato via in un attimo.
E ora? Giorgetti si aggrappa a un potere che non ha più, mentre la Commissione Europea, ispirata proprio dai piani di Draghi, punta su mega-aggregazioni e monopoli transnazionali. L’Europa non vuole piccoli player nazionali: vuole pochi giganti pronti a competere sul mercato globale, anche se significa affondare la sovranità economica dei singoli Paesi.
Il finale già scritto
Insomma, la partita è già chiusa: o vincono BlackRock e Allianz, oppure vincono BlackRock e Allianz. Cambia solo il packaging. Nel frattempo, i cittadini europei continuano a vedere i propri risparmi finire nelle mani della finanza globale, mentre il welfare si sgretola e i governi balbettano. È il solito copione di un sistema che usa parole come “competitività” e “mercato unico” per giustificare l’ennesimo scippo di risorse pubbliche a favore di pochi privati.
Ma tranquilli: anche stavolta, ci diranno che è per il nostro bene.

