Il dialogo tra Mosca e Kiev continua a produrre buoni frutti ed a favorire la distensione tra le due nazioni rivali. Maros Sefcovic, vice presidente della Commissione europea, ha infatti annunciato che le parti sono giunte, dopo lunghi colloqui mediati dall’Unione europea, ad un accordo di principio sul rinnovo dell’intesa che consente il transito del gas russo attraverso il territorio ucraino verso il resto del Vecchio Continente. Sefcovic ha definito l’accordo come ” una notizia molto positiva tanto per Bruxelles quanto per Mosca e Kiev. La compagnia statale russa Gazprom ha reso noto che le parti continueranno il loro dialogo a Minsk, in Bielorussia, a partire da venerdì.

Una ritrovata intesa

L’incontro tra Maros Sefcovic ed i ministri dell’Energia ucraini e russi si è svolto a dieci giorni di distanza dal meeting tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il suo omologo russo Vladimir Putin, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il capo di Stato francese Emmanuel Macron. Il summit aveva lo scopo di rafforzare il clima di fiducia tra Mosca e Kiev in merito alla risoluzione del conflitto nel Donbass ed ha prodotto diversi buoni risultati, tra cui l’impegno reciproco, preso dalle parti, di procedere ad un ulteriore scambio di prigionieri e di favorire un cessate il fuoco.

Buone notizie sulla questione energetica, in realtà, erano giunte anche dalla conferenza stampa di fine anno di Vladimir Putin, svoltasi nella giornata di giovedì. Il capo di Stato, infatti, aveva reso noto che Mosca e Kiev sono vicine ad un’intesa per il rinnovo dell’accordo di transito del gas russo e che la Russia, dunque, continuerà a far transitare parte dei propri idrocarburi attraverso il territorio ucraino. Putin aveva anche aggiunto che la Federazione Russa non ha intenzione di sfruttare le proprie risorse naturali per costringere l’Ucraina ad aderire ad un accordo contro la sua volontà e che, piuttosto, l’interesse delle autorità è quello di mantenere le dinamiche di mercato stabili.

Una risorsa fondamentale

Gazprom ha fornito ai Paesi europei, lo scorso anno, 200 miliardi di metri cubi di gas naturale e circa il 40 per cento di queste risorse sono giunte nel Vecchio Continente passando per l’Ucraina. La Russia, in realtà, ha potenziato, negli ultimi anni, i suoi gasdotti con la costruzione di Turk Stream, che attraversa la Turchia e raggiunge l’Europa Sud-Orientale ed il progettato Nord Stream 2, diretto in Germania passando per il Baltico. Queste infrastrutture non attraversano il territorio ucraino e favorirebbero una maggiore autonomia di scelta da parte di Mosca. Le relazioni tra la Federazione Russa e l’Ucraina si sono guastate a partire dal 2014, con la svolta filo occidentale decisa dal nuovo governo di Kiev, l’annessione della Crimea da parte di Mosca e lo scoppio delle ostilità nelle regioni del Donbass. Il peggioramento dei rapporti politici ha avuto chiaramente anche riflessi sulla questione energetica, un capitolo particolarmente importante delle relazioni bilaterali tra le parti. Sembra, però, che stia progressivamente tornando il sereno nei rapporti tra le due nazioni e che la rinnovata distensione possa portare a nuovi e profittevoli accordi tra gli Stati.

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