588 miliardi di dollari: a tanto potrebbe ammontare, come minimo, il costo di ricostruzione dell’Ucraina postbellica secondo la Banca Mondiale. Una stima pubblicata in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa che alza del 12% i calcoli precedenti e dà l’idea della devastazione subita dal Paese guidato da Volodymyr Zelensky.

Il costo supererebbe di tre volte il Pil per il 2025 dell’Ucraina. La Banca Mondiale ha collaborato con le Nazioni Unite e la Commissione Europea nello stimare i danni, con dati aggiornati al 31 dicembre scorso. Di queste risorse 195 miliardi di dollari sono legati ai soli lavori materiali per ripristinare l’infrastruttura civile, energetica e abitativa del Paese, in un Paese dove il 14% degli edifici è danneggiato o distrutto per la guerra.

Parliamo di costi che mostrano l’impatto del conflitto sull’Ucraina, in un contesto in cui Kiev si avvia a capire il suo futuro dovendo pesare tre dinamiche: quella materiale della ricostruzione; quella della produzione concreta connessa al futuro dell’economia ucraina; quella strutturale della finanza pubblica e dei conti di un Paese difeso in questi anni dall’assistenza internazionale.

Tre dinamiche che si sovrappongono e hanno, alle spalle, due grandi incognite: da un lato, il fatto che la guerra prosegua senza prospettive chiare di una sua fine. Dall’altro, quello legato alla demografia di un Paese sceso sotto i 30 milioni di abitanti e per il cui futuro bisognerà capire quanti cittadini espatriati ritorneranno e con che prospettive.

Tutto questo lascia in un limbo l’Ucraina, mentre il direttore generale della Banca Europea per gli Investimenti, Werner Hoyer, alza a 1.100 miliardi di dollari i costi potenziali della ricostruzione. Stati Uniti e Unione Europa lavorano nel frattempo al Prosperity Package, progetto congiunto per accelerare la raccolta fondi a sostegno di Kiev e che mira a mobilitare risorse per 800 miliardi di dollari in dieci anni per portare risorse nel Paese. Una riedizione in forma XXL del Peace Fund varato l’anno scorso da BlackRock e che aveva l’obiettivo di portare 400 miliardi di dollari in caso di cessate il fuoco, non concretizzato, con Mosca. Proprio la Roccia Nera di Larry Fink fornirà consulenza al progetto e questo, secondo il New York Times, ha suscitato incertezze:

Il coinvolgimento nei colloqui di un’azienda privata la cui attività principale è massimizzare i profitti finanziari ha rafforzato le preoccupazioni sul fatto che l’amministrazione Trump consideri la ricostruzione dell’Ucraina come un’opportunità di profitto per il governo e le aziende americane, piuttosto che come una questione principalmente umanitaria o di sicurezza.

Tutto questo si somma a un sistema economico depauperato da attacchi e raid, soprattutto al sistema energetico, e in cui Kiev porterà all’incasso, principalmente, nei prossimi anni i ritrovati della riconversione bellica della sua economia e dell’emergenza: il Paese può giocare un ruolo nell’integrazione dei sistemi di Difesa europei e puntare sul riarmo proprio e continentale, oltre che sull’ibridazione di tecnologie avveniristiche e piattaforme industriali tradizionali per la sicurezza per potenziare la propria manifattura. La campagna “Build with Ukraine” e l’adesione di Kiev alla Security Action for Europe (Safe) hanno messo in cantiere prospettive di partnership a cui la Germania ha già dato seguito concreto con accordi sui droni. Si gioca, ancora, di rimessa: il ritorno alla normalità è ancora lontano. E su tutto aleggia lo spettro della bancarotta finanziaria: i grandi deficit contabili e commerciali rischiano di pregiudicare l’impegno di Kiev per tornare alla normalità. A quattro anni dall’inizio dell’invasione, l’Ucraina è in difficoltà sui campi di battaglia ma brancola soprattutto nel buio per capire quale sarà il suo futuro materiale.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto