La pace commerciale tra Cina e Stati Uniti è di nuovo in pericolo. Donald Trump ha minacciatol’aumento dei dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti made in China. Quello del presidente americano è un avvertimento nemmeno troppo velato. Il suo tweet è un inequivocabile attacco alla Cina a poche settimane da quello che sarebbe dovuto essere l’incontro risolutivo con Xi Jinping.

I tweet di Trump

“Per 10 mesi – inizia il primo tweet al veleno di Trump – la Cina ha pagato agli Stati Uniti tariffe del 25% su 50 miliardi di dollari di prodotti tecnologici e il 10% su 200 miliardi di dollari di altri beni. Questi pagamenti sono parzialmente responsabili dei nostri grandi risultati economici”. Ma Trump non si ferma qui e rilancia il provvedimento choc: “Venerdì la tariffa salirà dal 10% al 25%”.

Le borse asiatiche crollano

Trump ha fatto intuire come 325 miliardi di dollari di beni aggiuntivi inviati dalla Cina rimangano non tassati ma lo saranno a breve con un tasso del 25%. “L’accordo con la Cina – conclude il presidente americano – prosegue ma troppo lentamente mentre loro tentano di rinegoziare. No!”. I due tweet del tycoon hanno provocato il crollo del petrolio a New York, in calo di oltre il 2%. Peggio è andata alle borse asiatiche con gli indici della Cina in rosso: -6% per Shanghai, -7,3% Shenzen e -3,2% Hong Kong. Male anche le borse europee, in perdita tra l’1% e il 2%.

Pace commerciale lontana?

La mossa di Trump arriva pochi giorni prima dell’arrivo a Washington del vice premier cinese Liu He. Venerdì Stati Uniti e Cina avrebbero dovuto trovare il tanto atteso accordo. Ma per quel giorno la Casa Bianca sta invece pensando di aumentare le sanzioni. Certo, al momento esiste solo un annuncio fatto tramite Twitter. È possibile che i cinguettii di Trump siano solo un modo per mettere pressione sulla Cina e indurre il Dragone a no tirarsi indietro.

Si attende la risposta di Xi Jinping

C’è attesa per capire come Xi Jinping risponderà all’uscita di Trump. Il Presidente cinese ha più volte mostrato la volontà di voler raggiungere un accordo con il suo omologo americano. Ma è anche vero che né Xi né Trump vogliono passare per leader “morbidi”. Nessuno vuole fare la parte del perdente. Forse per questo Trump ha minacciato di colpire con i dazi tutte le merci cinesi. E tutto poco dopo la stretta su Cuba. Strategia o mossa a sorpresa?

Borse da sprofondo rosso

Le dichiarazioni di Trump hanno colpito in pieno le borse e non solo. In Asia il segno meno e il colore rosso sono ovunque. Nell’aria aleggia la paura che possa saltare l’accordo sui dazi fra Cina e Stati Uniti. Il timore si abbatte con la furia di un uragano sui mercati, in particolare quelli asiatici.  Le borse cinesi hanno bruciato più del 6%. L’indice Composite di Shanghai è crollato del 5,58% fino ad arrivare i 2.906,48 punti. Shenzen è arrivato a 1.515,80 con un – 7,58% che ha quasi toccato il record di -8%. Hong Kong perde oltre il 3%, l’Asx australiano lo 0,9%. Male anche le borse europee, dove in negativo si segnalano Parigi (-2%), Francoforte (-1,7%) e Madrid (-1,4%). Nell’occhio del ciclone sono finite anche le valute. Lo yuan ha ceduto 58 punti base sul dollaro, con parità bilaterale a 6,7344. Va a picco anche il petrolio, che a New York perde più del 2%.

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