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Trenitalia e la corsa alla Manica per sfidare Eurostar

L'azienda dello Stato italiano ha annunciato di voler entrare nel mercato dei collegamenti tra Parigi e Londra. Una sfida europea.

Trenitalia sfreccia sull’asse Londra-Parigi. La compagnia del gruppo Ferrovie dello Stato che si occupa dei servizi di mobilità ha annunciato a inizio aprile di voler entrare nel mercato dei trasporti che connettono le due maggiori città dell’Europa occidentale attraverso l’Eurotunnel. Una sfida diretta al monopolista del settore, Eurostar, che vedrà il gruppo di Piazza della Croce Rossa mettere in campo oltre un miliardo di euro di investimenti da qui al 2029 per operare attivamente nella conquista di un nuovo segmento di mercato, rompendo uno storico monopolio.

Qualora l’entrata andasse a buon fine, le “Frecce” di Trenitalia sarebbero in grado di competere con Eurostar, consorzio gestito dalla belga Sncb, dall’operatore francese Sncf e da un consorzio britannico avente National Express Group come primo azionista.

La corsa di Trenitalia in Europa

La prospettiva di un sistema più concorrenziale è allettante: “Dall’inizio della pandemia di Covid, Eurostar ha registrato una domanda estremamente elevata per il suo collegamento ferroviario tra Francia e Regno Unito“, nota AOL, che aggiunge il fatto che “prenotando con un giorno di anticipo, delle 15 partenze sulla tratta, solo quattro hanno posti disponibili, con una tariffa minima di 235 sterline a tratta”. Per fare un paragone, “la tariffa aerea easyJet da Luton è più economica di oltre 100 sterline”. Trenitalia porterebbe nel Canale della Manica quel modello duale già sperimentato in Italia con la concorrenza tra Ferrovie dello Stato, operatore di rete e servizio, e Italo, gestito dal Nuovo Consorzio Viaggiatori (Ncv) oggi controllato dal patron di Msc Gianluigi Aponte. Nel frattempo, FS sta rafforzando la sua presenza francese, dove è già in campo con i collegamenti diretti Milano-Parigi. A giugno entrerà in servizio un collegamento Parigi-Marsiglia che espanderà l’offerta.

L’Unione Europea, nota il Financial Times, “ha liberalizzato i servizi ferroviari ad alta velocità, nel tentativo di intaccare il mercato dei voli low cost e di ridurre le emissioni di carbonio incoraggiando la concorrenza sulle linee più trafficate per aumentare il numero di passeggeri”. Il modello seguito è quello italiano, che non si traduce in apertura selvaggia a una concorrenza sregolata ma chiede garanzie di continuità e solidità del servizio per chi entra nel mercato. 

Le sfide di Ferrovie dello Stato

Ferrovie dello Stato è presente in più campi con Trenitalia. E ora mira a crescere. In quest’ottica, non è da escludere l’ipotesi futura di un collegamento diretto tra Milano e Londra entro il prossimo decennio. Oggi più che mai, in un’ottica di abbattimento delle barriere per i movimenti di persone (e dunque capitale umano), oltre che ovviamente delle merci, all’interno dell’Europa la partita infrastrutturale resta centrale.

L’Italia, azionista al 100% tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze della controllante di Trenitalia, ha l’interesse a eliminare tutte le barriere geografiche e infrastrutturali che bloccano la connettività paneuropea. Un tema che tocca da vicino i grandi investimenti necessari per abilitare tale eliminazione. Una priorità resta da tempo sospesa: il completamento della linea ad alta velocità Torino-Lione. Barriera il cui superamento ha interesse strategico per il sistema-Paese e l’Europa. A maggior ragione dopo lo sbarco di FS nella corsa alla Manica.

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