Tempi duri per Tesla, la casa automobilistica di Elon Musk, nel mercato europeo. Il gruppo di Austin ha conosciuto, secondo i dati dell’Associazione dei costruttori automobilistici europei (Acea), un febbraio da profondo rosso nonostante una netta ripresa del mercato delle auto elettriche nel Vecchio Continente.
Il crollo di Tesla in Europa
L’Acea segnala che a febbraio le Tesla vendute in Europa sono state poco meno di 17mila, in calo di circa il 40% rispetto alle oltre 28mila di un anno prima, portando la quota di mercato dell’azienda di Musk sotto il 2% mentre sullo stesso periodo la vendita di auto elettriche si impennava di oltre il 25%. Un ridimensionamento netto che va di pari passo con il pesante sgonfiamento del titolo in Borsa dall’inizio del 2025.
Ci si interroga sulle cause del sensibile calo di Tesla, e alcuni osservatori hanno messo in campo un possibile ruolo della discesa in campo di Musk in politica e del suo stretto connubio con il presidente Usa Donald Trump. Una spiegazione che appare però riduttiva, dato che in contesti come quello cinese, dove la “rivolta” politica contro le azioni di Musk ha sicuramente un peso inferiore, il calo è stato ancora più sensibile: -49%.
Il dibattito sull’effetto-Musk
L’effetto politico di Musk può avere un senso se si guarda al caso specifico della Germania, dove il calo è stato superiore al 75% per le vendite di Tesla e dove l’oligarca di origini sudafricane ha suscitato polemica e scalpore sostenendo apertamente l’estrema destra di Alternative fur Deutschland (Afd) alle recenti elezioni federali.

Il vero effetto-Musk sembra piuttosto essere un altro: la focalizzazione dell’uomo più ricco del mondo su altre priorità. Sul fronte del business, ormai è SpaceX, con le costellazioni satellitari Starlink e i lanciatori Starship, a trainare l’attenzione di Musk, che del resto può a buon diritto vantare di essere il garante del ritorno all’accesso autonomo alle orbite degli Stati Uniti, cosa non da poco in tempi di ripresa della competizione geopolitica per lo spazio. In SpaceX, del resto, la presidente e direttrice generale Gwynne Shotwell è l’artefice manageriale dei successi del gruppo e permette a Musk di dormire sonni tranquilli, mentre Tesla sembra strutturalmente dipendente dall’estro del suo patron.
Le sfide di mercato per Tesla e Musk
Infatti, secondo punto chiave, Musk ha dedicato grandi energie al ruolo di funzionario pubblico e direttore del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (Doge) istituito da Donald Trump trascurando lo stimolo all’innovazione per Tesla, in una fase critica in cui i colossi cinesi come Byd e Xiaomi hanno alzato l’asticella del confronto.
“Gli analisti attribuiscono il calo delle vendite di Tesla all’invecchiamento del suo portafoglio prodotti, con i consumatori in attesa del modello Y aggiornato, la cui uscita è prevista per quest’anno”, nota il Financial Times, e il ritardo sta facendo sentire i suoi effetti ampliando il divario con la sempre più innovativa Byd, che varando di recente il nuovo sistema di ricarica ultraveloce intende staccare in salita tutti i rivali.
Il mercato offre le più importanti sfide strategiche a Musk e alla sua Tesla, che devono colmare un gap sempre più netto verso i rivali e ricostruire, cosa più importante, l’immagine di gruppo leader nel settore e di polo d’innovazione in grado di attrarre risorse e consumatori. Il rischio è che la fine dell’euforia per Tesla mostri la sovraestensione dell’impero di Elon Musk, sovrano di un sistema tecnologico e industriale che non può autogovernarsi, pena l’anarchia.
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