Il Regno Unito imbocca la strada dell’austerità fiscale per coprire un buco di bilancio potenziale da 30 miliardi di sterline con aumenti delle tasse e tagli alla spesa pubblica. Tasse per tutti, minore spese per ministeri e enti locali con l’obiettivo di consolidare settori apparentemente in contraddizione come obiettivo: welfare e difesa. Questo il consuntivo della manovra di bilancio proposta dal governo di Keir Starmer e presentata dal Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves in settimana.
“Tassa e spendi”
Non si punta all’austerità lineare dell’epoca di David Cameron e Theresa May, che decurtava i trasferimenti alle autorità locali e ai ministeri per difendere i livelli produttivi e le aliquote fiscali, ma si mira a una politica “tassa e spendi” con cui Londra, nel quadro dell’obiettivo prioritario del controllo di un debito pubblico al 100% del Pil, mira a spostare le risorse dalla spesa corrente a quella in conto capitale e a garantire un surplus per contrarre il deficit. Quel che si definisce un’agenda di austerità a tutto campo.
Innanzitutto, l’agenda parla di tasse. Pur congelando fino al 2031 le soglie per la tassa sul reddito e sul lavoro degli autonomi, Londra ridisegnerà il carico fiscale riducendo diverse contribuzioni e introducendo imposte aggiuntive. Tra queste si segnalano un’aliquota a tre stadi (22, 42 e 47%) sugli affitti dall’aprile 2027, un aumento dall’8,75% al 10,7% della tasse di base sui dividendi e un innalzamento di ogni altra soglia, una patrimoniale per gli immobili residenziali dal valore oltre i 2 milioni di sterline.
Ospedali e cannoni nella manovra
L’obiettivo è fare di queste entrate la base del “cuscinetto” per ridurre il debito, mentre nel frattempo la manovra destina 5 miliardi di sterline alla spesa militare, per portarla al 2,6% del Pil, e mira ad alzare di 5,2 milioni il numero di prestazioni erogate dal National Health Service (Nhs) tramite un combinato disposto di investimenti in nuove strutture e ottimizzazioni di spesa. Starmer e Reeves mirano a tenere assieme tutto: crescita, welfare, difesa dei conti pubblici. Evidentemente si tratta di un’operazione potenzialmente acrobatica e che dovrà affrontare altre sfide.
Per Time le politiche di Starmer “non hanno fatto nulla per porre rimedio ai problemi più acuti del Regno Unito, come l’aumento della povertà, il declino dell’industria o il cedimento dei servizi pubblici“. “Reeves sembrava seriamente intenzionata a investire in competitività e produttività” al momento della vittoria elettorale del Labour, ha commentato per il Financial Times l’economista Camilla Cavendish, aggiungendo che “veva intravisto un piano di investimenti pubblici in energia pulita e scienza, una versione ridotta dello stimolo economico di Joe Biden” e che questa agenda era però “una somma di parole vuote”.
Assedio al Partito Laburista
Nel frattempo, Starmer è assediato su più fronti: a sinistra i Verdi sono scesi in campo picchiando duro sul fronte dell’accessibilità del costo della vita e sul fronte della povertà dei servizi pubblici. A destra, Reform Uk mitraglia il governo sul tema della sicurezza e contesta l’aumento delle tasse. Per il governo la scommessa vincente dovrà essere su una stabilizzazione di bilancio che lasci spazio per investimenti strategici a tutto campo e dia respiro al Paese. Una manovra che però prova a tenere assieme tasse, ospedali e cannoni rischia di essere contraddittoria a monte. E la forma di “austerità espansiva” di Starmer e Reeves un salto nel buio per il Regno Unito.
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