Gli Stati Uniti potrebbero presto inserire un’altra multinazionale cinese nella loro lista nera. Si tratta di Hikvision, che rischia di fare la stessa fine di Huawei. Ormai è evidente: la Casa Bianca sta portando avanti la guerra dei dazi contro la Cina a 360 gradi.

Anche Hikvision nel mirino di Trump

L’ultima decisione di Trump sfiora di striscio anche l’Italia, perché la mannaia del Presidente affonda il colpo su Hangzhou Hikvision Digital Technology Co. Hikvision è un’azienda specializzata nella video sorveglianza molto attiva sui mercati occidentali. È lei, ad esempio, la fornitrice dell’apparecchiatura di vigilanza dell’aeroporto di Linate. Ed è sempre Hikvision che ha allestito il sistema di video sorveglianza per controllare la minoranza etnica islamica degli uiguri nello Xinjiang. Come anticipato dal New York Times, Hikvision potrebbe presto finire nella temuta entity list, una lista nera che include i nomi di quelle società ritenute dalla Casa Bianca una minaccia per la sicurezza nazionale, e che per questo motivo devono avere il permesso del governo statunitense prima di poter aver accesso al mercato americano.

“Basta gettare discredito sulle nostre aziende”

Pechino si è subito schierata a sostegno di Hikvision. Il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang ha sollecitato gli Stati Uniti di smetterla di gettare discredito sulle società cinesi usando i poteri nazionali. “La Cina – ha spiegato Kang – insiste perché gli Usa assicurino un ambiente equo e non discriminatorio alle società cinesi”. Il rischio, infatti, è che Hikvision possa finire nella stessa spirale in cui si sta trovando in questi giorni Huawei. I primi effetti nocivi sull’azienda di video sorveglianza è già arrivato. Le azioni di Hikvision Digital Technology nella borsa di Shenzen hanno fatto registrare una netta flessione (prima -9% poi -5,5%) in seguito alla notizia di un possibile ban della società per mano americana.

Violazione dei diritti umani nello Xinjiang

Se Hikvision finisse ufficialmente nella lista nera di Washington, l’azienda avrebbe il divieto di vendere le proprie apparecchiature negli Stati Uniti e non potrebbe prelevare i componenti americani per la produzione in Cina. Trump è pronto a inserire il colosso di Hangzhou nella entity list per via di una sua ipotetica collaborazione con Pechino nello Xinjiang, dove il governo cinese – accusa la Casa Bianca – starebbe violando i diritti umani degli uiguri. La guerra dei dazi si intreccerebbe così con la questione relativa alla violazione dei diritti umani in Cina.

La posizione di Hikvision

Hikvision, a partecipazione statale ma controllata dall’Esercito popolare di liberazione, è scesa in campo pubblicando una nota aperta a tutti: “Hikvision è un fornitore di prodotti. Non abbiamo niente a che vedere con qualsiasi azione inappropriata. Non abbiamo mai condotto e mai lo faremmo operazioni che comportino la violazione dei diritti umani”. Il colosso di Hangzhou ha un valore di mercato stimato in 37 miliardi di dollari ed è il promo produttore al mondo di sistemi di sicurezza.

La mossa strategica di Trump

L’importanza di questa azienda per la Cina é da ricollegare al crescente utilizzo di telecamere da parte del governo cinese. Nei piani di Pechino entro il 2022 il Paese potrà contare su quasi 3 miliardi di occhi elettronici dotati di intelligenza artificiale e riconoscimento facciale. Colpendo Hikvision gli Stati Uniti sperano di sferrare un altro duro colpo alle ambizioni cinesi nel settore tecnologico.

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