Skip to content

Sorpesa! La lotta all’evasione fiscale è un’eccellenza italiana. E vale la pena parlarne

Sorpesa! La lotta all'evasione fiscale è un'eccellenza italiana di cui si parla troppo poco. L'Italia sta facendo strada.

L’evasione fiscale, si sa, è un problema atavico dell’Italia e da qualunque parte la si veda è inaccettabile e troppo alto il livello delle risorse che ogni anno sono sottratte al Paese da condotte scorrette, elusive o addirittura fraudolente volte a celare il dovuto al fisco da parte dei soggetti economici. Tutto vero e condivisibile. Parimenti, però, non va sottovalutato il fatto che da tempo c’è, in Italia, un consenso trasversale a livello istituzionale circa la necessità di fare il massimo per abbattere i danni di tale problema.

La lotta a un problema atavico

Il direttore dell’agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, nella giornata di giovedì 28 maggio, ha ribadito il risultato di una sola delle misure introdotte, la più recente, da gennaio a maggio, ha detto carbone, “con l’entrata a regime dell’obbligo di abbinamento telematico tra registratori di cassa e Pos, è aumentato il flusso dei corrispettivi trasmessi al fisco dalle attività commerciali” portando a “un aumento della base imponibile di 5,3 miliardi”. Si tratta di dati ancora disaggregati e parziali il cui impatto reale sul contrasto alla quota di evasione fiscale residua dovrà poi essere letto su tempi più lunghi, ma quanto dichiarato da Carbone si inserisce in un trend consolidato.

Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha recuperato, assieme alla divisione Riscossione, ben 36,2 miliardi di euro dal cosiddetto “tax gap”, oggi compreso tra i 98 e i 102 miliardi di euro l’anno secondo le stime della  Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e che comprende sia l’evasione propriamente detta che gli altri vuoti contributivi dovuti a atteggiamenti non elusivi. Si tratta di un aumento degli importi riscossi dell’8,4% sul 2024 e si consolida un sentiero di crescita iniziato nel 2018. Si segnala, in particolare, un dato importante legato all’attività preventiva: l’Agenzia delle Entrate, notano le statistiche consolidate dall’Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, ha sfiorato i 6 miliardi di euro di riscossione tra la lotta alle frodi ai bonus edilizi (finti crediti evitati: 1,2 miliardi di euro) e in generale negli F24 (4,4 miliardi di euro) e il contrasto alle truffe internazionali e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina per dumping sul lavoro (1,1 miliardi di euro).

La corsa alla riduzione dell’evasione

“Anche in rapporto al Pil il 2025 segna un massimo storico, con il recupero totale all’1,6%, contro l’1,5% del 2024. In forte aumento soprattutto la componente strutturale, passata dall’1,3 all’1,4% del Pil”, nota l’Osservatorio Cpi, che segnala la crescita della capacità di riscossione nonostante la fine di misure di disclosure come la rottamazione delle cartelle esattoriali. Non è solo l’attività dell’Agenzia delle Entrate, chiaramente, a poter contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, dato che accertamenti e controlli ex post devono andare di pari passo con un’attività politico-istituzionale, sociale e culturale di eradicazione della cultura dell’evasione. Ebbene, nonostante la mole del problema, l’Italia ha fatto passi in avanti.

In dieci anni dal 2011 al 2021, l’evasione era scesa dal 23% al 15% del dovuto., mentre l’evasione propriamente detta, dal 2018 al 2022, ultimo anno per cui sono stati analizzati dati aggregati, è calata da 105,8 a 92,6 miliardi di euro. Un calo del 14,5% che pone l’Italia in posizione eccellente per raggiungere l’obiettivo del -15% promosso come target per il Piano nazionale di ripresa e resilienza al 31 dicembre 2026. In generale, il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo ha ricordato al recente convegno per i 50 anni di Sogei che lo Stato ha recuperato 101 miliardi di euro, funzionali a investimenti, sanità, spesa sociale, istruzione e welfare, dal 2023 ad oggi: l’equivalente di oltre cinque manovre finanziarie. Per fare un paragone, nel 2006 l’evasione fiscale era 115 miliardi di euro (dell’epoca) a fronte di un recupero di più di una ventina da parte dello Stato. Un miglioramento, evidentemente, c’è stato. L’evasione resta una piaga, tra le più odiose, del sistema Paese. Ma una terapia di guarigione forse è stata prescritta. E tante piccole nuove ricette aiutano a strutturarla.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.