La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE

Arriva uno schiaffo russo all’Italia riguardante le attività finanziarie. Due fonti diverse confermano che Mosca ha avviato le sue personali sanzioni contro le banche italiane. Nel mirino principalmente Unicredit e Intesa, le più grandi istituzioni finanziarie nazionali.

Il 25 maggio scorso, secondo quanto l’Adnkronos ha appreso da fonti finanziarie la Banca centrale russa avrebbe imposto sanzioni e limitazioni a una serie di istituti europei, compresi i due attori italiani. Bloomberg, citando fonti a conoscenza della questione, aggiunge che per un anno le banche colpite dalle limitazioni non potranno aprire nuovi rapporti e riceveranno restrizioni sull’operatività per un anno. Saranno restritti i conti superiori ai 100mila euro, a cui sarà bloccata la possibilità di trasferire denaro senza previa autorizzazione delle filiali locali, e le persone fisiche, le imprese e le organizzazioni governative italiane operanti nella Federazione saranno limitate nella loro attività. Risulta prevista un’esenzione per i cittadini italiani con il permesso di residenza nel Paese, che però non toglie la natura fortemente penalizzante per banche come quelle italiane sistemiche, che risultano tra le maggiormente esposte a Est.

Nel 2021 la filiale russa di Unicredit ha contribuito al fruttato del gruppo di Piazza Gae Aulenti con una quota di circa il 3% contrio 180 milioni di utile su 3,9 miliardi totali realizzati; l’istituto risulta dunque il terzo più esposto in termini percentuali in Europa dopo l’austriaca Raiffeisen e la francese Societe Generale; minore in termini assoluti ma altrettanto delicata sul fronte strategico l’esposizione di Banca Intesa in Russia. Come ha sottolineato l’Agi in un approfondimento, infatti, Ca’ dei Sass “gestisce più della metà delle operazioni commerciali con l’Italia, realizza la maggior parte delle operazioni di investimenti italiani in Russia e russi in Italia, ed è un importante investitore e partner in molti progetti russi, nazionali e internazionali” coordinandosi con asset strategici come Sace e Istituto per il Commercio Estero. Complessivamente “Banca Intesa Russia conta su 28 filiali e 976 dipendenti, con asset per circa 1 miliardo di euro”. Complessivamente. come avevamo ricordato all’inizio del conflitto in Ucraina, con 25,3 miliardi di euro al 30 settembre 2021 le banche italiane erano le maggiormente esposte verso il settore finanziario russo.

Unicredit, contattata da AdnKronos, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, silenzio anche da Bloomberg  e altrettanto ha fatto, contattato da InsideOver, un portavoce del banchiere italiano Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia. L’inclusione della banca presieduta dallo “Zar” italiano di Russia in questa lista segna una svolta importante nel confronto economico tra i due Paesi ed è significativo che la notizia emerga a poche ore di distanza dall’infruttuoso tentativo di Mario Draghi di cercare una sponda con Vladimir Putin sul dialogo a Est.

Il blocco alle attività dei due gruppi non è definitivo, sia ben chiaro, e tanto la portata delle restrizioni che le anticipazioni segnalano quanto il valore delle esposizioni dei due gruppi nel gigante euroasiatico lasciano presagire alcuna conseguenza sistemica sulla tenuta di due gruppi in salute come Unciredit e Intesa. Ciononostante, la manovra ha grande valenza politica e commerciale, dato che restringe una volta di più i canali di comunicazione finanziaria e politica tra Roma e Mosca. Poco prima del conflitto a Milano l’associazione presieduta da Fallico, Conoscere Eurasia, aveva organizzato un forum dedicato alle opportunità della diplomazia economica Italia-Russia in cui proprio il presidente di Banca Intesa Russia aveva fatto da maestra di cerimonie radunando un ampio spettro di imprenditori, finanzieri e politici in un trasversale “Partito del Pil” che aveva spinto sui legami commerciali come volano per la pacificazione. Così non è stato e ora la guerra economica tra Occidente e Russia coinvolge anche l’Italia. Il peso della mossa anticipata dalle agenzie sta proprio nel suo valore simbolico, ponendo infatti dei paletti a due istituzioni finanziarie storicamente pontiere del rapporto Roma-Mosca. Un passo in avanti verso un disaccoppiamento che, come per altri Paesi, procede inesorabile.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.