Altro che “Piigs”: il mercato premia le banche di Italia e Spagna, e a inizio settembre 2025 le prime quattro istituzioni finanziarie dell’Unione Europea per capitalizzazione sono di questi due Paesi dell’Europa mediterranea.
In cima alla classifica c’è l’iberico Banco Santander, che all’1 settembre capitalizzava 121,7 miliardi di euro, precedendo sul podio le due big italiane, Unicredit e Intesa. La banca di Piazza Gae Aulenti, protagonista di un risiko bancario di portata continentale con la scalata a Commerzbank, ha superato la quota dei 100 miliardi di euro di valore borsistico toccando per la precisione 102 miliardi di euro, mentre l’istituto basato a Torino si ferma poco sotto i 95 miliardi di euro.
A 90, invece, è quarta la basca Bbva, mentre per uscire dal campo “latino” bisogna arrivare al quinto posto, dove la francese Bnp Paribas, a lungo in testa nelle classifiche europee, si accontenta di 85,5 miliardi di euro di valore. Se si pensa che un’importante istituzione come la tedesca Commerzbank vale ancora oggi un terzo di Unicredit dopo un anno di rally delle sue azioni dovuto all’affare di Unicredit, si ha l’idea del dinamismo e della stabilità che trasmettono agli investitori questi istituti.
Il quartetto che guida la finanza europea lo fa sulla scorta di una serie articolata di fattori dovuti, in particolare, alla necessità per le istituzioni finanziarie di Italia e Spagna di reagire a una situazione di partenza segnata da mercati sottodimensionati con il dinamismo imprenditoriale, la ricerca di soluzioni industriali e economie di scala virtuose su più fronti e su un sistema di concorrenza che ha ben definito le parti in commedia.
Il successo di Unicredit, Intesa, Santander, Bava
Ad esempio, in Italia Intesa San Paolo ha consolidato dalla scalata di Ubi nel 2020-2021 il ruolo di banca di sistema, motore di iniziative economiche e proiezione sui territori, un dato di fatto corrisposto dal peso sistemico esercitato, mentre Unicredit si è mossa sotto la leadership di Andrea Orcel ricostruendo una proiezione internazionale e un dinamismo di mercato tramite un posizionamento strategico costruito con ingressi in istituzioni di alto profilo, come Mediobanca e Generali, e tentando, prima di subire lo stop del governo Meloni, di replicare su Banco Bpm l’operazione Ubi. Soprattutto, Unicredit è ritenuta appetibile per molti investitori internazionali, mentre in Intesa è forte il presidio delle fondazioni bancarie.
In Spagna, una dinamica con connotati simili emerge. Santander è la numero uno per profitti, asset gestiti e proiezione e sta godendo dell’effetto-traino della crescita economica del sistema-Paese iberico. Bbva, invece, gioca su più tavoli e spicca per aver una quota consistente del business concentrata in America Latina, dove dalla finanza sostenibile all’innovazione sull’intelligenza artificiale gode di una serie di mercati utilizzabili come banchi di prova e fonti di diversificazione.
Banche solide, sistemi stabili
La solidità dei sistemi finanziari garantita inoltre dai più recenti rapporti tematici della Banca di Spagna e della Banca d’Italia mostra che le dinamiche di concorrenza e il ciclo virtuoso tra risparmi, investimenti e patrimonializzazione delle banche sta garantendo fluidità al sistema.
Al contempo, le banche in questione sono solide anche perché beneficiano dalla bonaccia relativa che sta soffiando sul fronte del debito pubblico dei due Paesi, di cui sono importanti possessori, al contrario di quanto succede nella problematica Francia, e non risentono del contraccolpo che la crisi industriale tedesca ha inflitto agli istituti più importanti per Berlino. Il valore borsistico non dice tutto ma è un proxy importante della salute di un gruppo economico-industriale. Il “quartetto” italo-spagnolo che guida le classifiche europee parla di un’Europa in cui è difficile dire che il Sud sia il malato. E in cui le logiche di mercato stanno premiando le banche dei Paesi in passato maggiormente attenzionati per i loro rischi sistemici.
InsideOver indaga con attenzione le grandi partite economico-finanziarie, leggendole nella chiave interpretativa con cui analizza le questioni legate al potere e agli scenari globali. La finanza è geopolitica e la geopolitica passa dall’economia. Se vuoi premiare il nostro metodo, sostienici e abbonati!

