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Il personale della Delta Airlines, una delle compagnie aeree più importanti degli Stati Uniti, sta raccogliendo le firme per organizzare una votazione sull’adesione all’Associaton of Flight Attendants, l’organizzazione sindacale di categoria. La Delta, che è anche l’ultima grande compagnia aerea americana a non avere dipendenti sindacalizzati, ha già dimostrato la propria contrarietà ad iniziative di questo genere ed ha promesso battaglia. Semeka, una hostess intervistata dal Guardian, ha riferito che la pandemia ha evidenziato quanto sia importante per lo staff aderire ad un sindacato ed ha dichiarato che il Covid-19 è stato un duro colpo a causa “della carenza di personale e degli abusi verbali e fisici inflitti da alcuni passeggeri” e per l’assenza di tutele in caso di malattia. Un’altra hostess ha riferito che, senza un contratto sindacale, ci sono stati problemi con azioni disciplinari discrezionali e politiche lavorative non uniformi. Questa storia, è solo l’utltima in ordine di tempo a segnare un cambio di passo nei rapporti di potere negli Usa. L’ennesimo capitolo di un Paese carico di tensioni.

Le origini del movimento

Il movimento sindacale negli Stati Uniti ha radici lontane e per buona parte del Novecento è stato uno dei protagonisti della scena sociale e politica del paese. Le prime organizzazioni sindacali nacquero durante la Rivoluzione Industriale, in risposta agli orari impossibili ed ai salari inumani ricevuti dai lavoratori. I primi sindacati di massa si formarono, invece, tra la metà e la fine dell’Ottocento e contribuirono a dare una voce unitaria alle lotte, disorganizzate e disomogenee, esistenti da tempo. La loro legalità venne sancita da una sentenza della Corte Suprema del 1842 e almeno inizialmente adottarono strategie poco conflittuali, volte ad evitare scioperi e boicottaggi salvo poi guardare al marxismo. Il movimento si sviluppò in seguito alla crisi del ’29 e grazie alle politiche di welfare della presidenza Rossevelt. Salvo poi vedere un lungo declino nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Negli ultimi anni la presidenza di Joe Biden è risultata la più filo sindacale che gli Stati Uniti abbiano mai avuto dai tempi di Jimmy Carter ed i sindacati gongolano.

La forza dei sindacati

Nel 2021 il 10,3% dei lavoratori statunitensi era iscritto ad un sindacato, un dato in netta flessione rispetto al 20.1 per cento del 1983.  Le percentuali variano tra il settore pubblico, dove l’adesione alle sigle cresce fino a toccare quota 33,9%, oppure quello privato, dove si ferma al 6,1%. Più della metà degli iscritti ai sindacati è concentrata in sette Stati: California, New York, Illinois, Pennsylvania, New Jersey, Ohio e Michigan. Questi Stati, seppur popolosi, ospitano un terzo della forza lavoro degli Stati Uniti e ciò  indica una sovra-rappresentazione dei sindacati in alcuni cluster geografici e metropolitani, come New York e Chicago. I membri dei sindacati sono perlopiù uomini di mezza età e beneficiano di un salario del 10-30% più alto rispetto ai non iscritti. I sindacati più forti e più numerosi sono quelli del personale amministrativo delle città e del governo, delle forze di polizia e degli insegnanti. Il sistema sindacale americano è strutturato su base aziendale, dove almeno il 30% dei dipendenti deve firmare una petizione per potersi organizzare.

I nuovi sindacati americani

Negli ultimi mesi i dipendenti di alcune sezioni locali di grandi società americane, come Amazon, Conde’  Nast, il New York Times e Starbucks, hanno votato in favore della formazione di un sindacato interno. Per Amazon, in particolare, si è trattata di una prima volta assoluta ma il fenomeno ha un ampio raggio e potrebbe indicare l’inizio di una nuova era per la partecipazione sindacale negli Stati Uniti. Il gigante dell’e-commerce ha una relazione contrastata con il sindacato. È stato accusato dal National Labor Relations Board di aver interferito con la votazione per la sindacalizzazione dei dipendenti svoltasi presso il magazzino di Bessemer, in Alabama, dove lo scrutinio è stato ripetuto. In più recentemente ha subito lo sciopero di una parte dei dipendenti dell’aeroporto di San Bernardino, in California, che hanno chiesto salari più alti e condizioni di lavoro più sicure. Tanti piccoli fuochi sparsi per tutto il Paese che possono rappresentare l’anteprima di un possibile autunno caldo.

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