La riapertura e il ritorno alla normalità che il Regno Unito sta sperimentando dopo l’accelerazione massiccia della campagna vaccinale contro il Covid-19, con 33 milioni di prime dosi e 10 milioni di seconde somministrate al 20 aprile, procedono sostenuti e sorprendono analisti e commentatori per il coinvolgimento dei cittadini britannici.
La fiducia è il motore di ogni sistema sociale ed economico e il Regno Unito mira ad alimentarla dopo la lunga e spasmodica attesa della cittadinanza durante il terzo lockdown, inaugurato durante il durissimo mese di gennaio in cui il numero quotidiano dei morti, vicino e in alcuni casi superiore a quota mille, aveva portato Londra nell’ora più buia della pandemia. A cui una campagna vaccinale unica in Europa per profondità, efficacia e ampiezza ha saputo porre rimedio. Ridando anche energia alle prospettive politiche del governo di Boris Johnson, con il premier desideroso di non veder compromessi gli sforzi fatti per arginare gli effetti della pandemia e di non dimenticare i durissimi lutti subiti dalla popolazione (con 127mila morti il Regno Unito è il Paese più colpito d’Europa).
Boom nei consumi e lavoro
In ogni caso in questa fase il fronte economico è quello che sta venendo interessato in maniera più favorevole dalla riapertura garantita dalle vaccinazioni di massa. Il rimbalzo in termini di mobilità dei cittadini britannici è stato notevole, gli accessi ai negozi fisici sono aumentati del 200% nei primi tre giorni di ripartenza della settimana, Boris Johnson ha metaforicamente “tagliato il nastro” della riapertura dei pub presentandosi in una foto, birra in mano, mentre invitava i cittadini a un ritorno alla normalità meritato ma che si augurava rispettoso delle misure di contenimento anti-Covid.
Great to be back at the pub again, and to see so many reunited with friends and family.
We’ve worked so hard to get to this point. Let’s keep going. Remember hands, face, space & fresh air. pic.twitter.com/g3ApAkpNNM
— Boris Johnson (@BorisJohnson) April 19, 2021
Il Financial Times ha indicato che la spesa per consumi e la ricerca di vacancies, ovvero di posti di lavoro da colmare, sono cresciute notevolmente nella settimana della riapertura (11-17 aprile). Gli incassi di bar e ristoranti nella settimana sono arrivati al 58% medio dei valori registrati nello stesso periodo del 2019, complice il fatto che possono servire la clientela solo all’aperto, un valore ancora lontano dalla piena normalità ma largamente superiore dalla proporzione compresa tra il 10 e il 30% nella comparazione su base biennale registrata nei mesi del lockdown. Fable Data, una società che monitora i movimenti delle carte di credito, segnala sullo stesso rapporto temporale un balzo del 10% nella spesa per consumi nei negozi fisici.
L’ampiezza della manovra di riapertura ha stupito gli analisti. Diane Wehrle, direttrice degli insights di Springboard, ha dichiarato: “La prima settimana di riapertura ha prodotto una performance eccezionale per i negozi del Regno Unito, con un aumento del numero di visitatori che è stato praticamente il doppio rispetto alle nostre previsioni”. Per la precisione i dati sulle affluenze segnalano un +88% di clienti per i negozi, +127% per i bar e i ristoranti, sottolinea il Ft, che aggiunge come a marzo a fronte di un tasso di disoccupazione stabile attorno al 5% e a un tasso di occupazione della forza lavoro al 75% gli imprenditori britannici abbiano segnalato un aumento dei posti vacanti più alto del 16% rispetto a febbraio, segno che le riaperture promettono una spinta positiva in termini di nuove assunzioni.
Una ripresa all’americana?
Il Regno Unito dai prossimi dati trimestrali potrebbe segnalare un rilancio dell’economia paragonabile a quello che stanno sperimentando gli Stati Uniti, andati ben oltre i dati degli analisti in quanto a ripresa e rilancio grazie all’effetto traino di vaccini, fiducia dei consumatori, mobilità? Potrebbe essere, anche se i dati di per sé erano già molto incoraggianti. A febbraio, secondo i dati raccolti dalla società di consulenza Ernst & Young, le previsioni segnalavano che il volano dei vaccini avrebbe accelerato la ripresa del Paese. Nelle sue previsioni Ey prospettava un ritorno alla crescita del Pil del 5% nella seconda parte del 2021 e del 6,5% nel 2022, mentre Goldman Sachs parlava addirittura di un +7% già nell’anno in corso.
Chiaramente la leva negli Usa si può attivare su scala maggiore, dati i differenziali di popolazione e anche le diversità interne molto più marcate in termini comparati con il Regno Unito. Però Londra dovrà anche attendere l’effetto delle misure espansive varate dall’esecutivo e garantire una sostenibilità al sistema economico, prevenendo una quarta ondata del virus, per permettere un’uscita morbida dallo schema di protezione dei redditi che, tra cassa integrazione e sostegni alle imprese, protegge ad oggi 4,7 milioni di lavoratori. La cui tutela sarà la vera sfida in vista del prossimo autunno. Ma ad oggi, per diverse settimane, Londra potrà dormire sonni ben più tranquilli rispetto alle scorse settimane.



