Quell’alleanza tra Sky e Huawei: l’Italia al centro tra Cina e Usa

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L’Italia, la Cina, Trump e Huawei. Nella bollente estate politica si snodano relazioni pericolose lungo lo Stivale, con Roma a metà strada tra la prospettiva di finire tra le braccia di Pechino e quella, sulla carta più rassicurante, di tornare sotto l’ala protettrice degli Stati Uniti. L’Italia non ha ancora scelto con chi schierarsi, perché è vero che ha firmato un memorandum d’intesa con la Cina per la partecipazione della Nuova Via della Seta, ma è pur vero che dopo pochi mesi il governo ha bussato alla porta della Casa Bianca per ottenere l’endorsement di Trump. Se l’Italia vorrà proseguire la luna di miele con Washington prima o poi dovrà mollare l’amante pechinese. Molto presto gli americani potrebbero sollevare una questione spinosa, e quando avverrà il governo dovrà scegliere una volta per tutte da quale lato stare.

Huawei fa affari in Italia con un’azienda americana

La questione spinosa riguarda Huawei, o meglio un’operazione commerciale di Huawei in Italia. Il colosso di Shenzen ha infatti stretto un accordo con una multinazionale americana attiva sul territorio italiano; si tratta di Sky Italia, controllata dalla statunitense Comcast, che ha scelto le tecnologie cinesi per portare la fibra ottica in Italia. Come ha scritto Il Fatto Quotidiano, Sky Italia usa Huawei per attivare la rete in cavi che compra da Open Fibra, un’azienda italiana controllata sia da Enel che Cdp, in affari con i cinesi e principale fornitore di Sky Italia. Huawei, che negli Stati Uniti è stata bannata ed è considerata una minaccia per la sicurezza nazionale, grazie al contratto con Sky Italia, avrà accesso ai dati sensibili degli utenti italiani. Al momento Trump non ha battuto ciglio, ma chissà cosa potrebbe pensare il tycoon se qualcuno gli facesse notare che Huawei sta facendo affari con l’Italia, cioè con uno dei più stretti partner di Washington in Europa. La beffa, per il presidente statunitense, è addirittura doppia perché Comcast, il soggetto che controlla Sky Italia, è un’azienda statunitense che ha scelto di affidarsi a terminali Huawei. A questo punto ci sono due ipotesi: o gli Stati Uniti allentano le pressioni su Huawei, così da scongiurare ogni eventuale crisi diplomatica, oppure l’Italia sceglie da che parte stare, ben conscia che in ogni caso guadagnerà qualcosa ma perderà qualcos’altro.

Il colosso cinese continua a macinare utili

Nel frattempo, oltreoceano, Huawei è sempre nell’occhio del ciclone. Donald Trump ha affermato che il colosso cinese di telecomunicazioni spera in una vittoria alle prossime elezioni presidenziali di Joe Biden per poter avere vita facile negli Stati Uniti. “Credo che Huawei stia pregando per vedere un nuovo presidente e cercheranno di controllare gli Usa come hanno fatto in passato – ha detto Trump – Huawei vuole Biden come nuovo presidente perché è addormentato e non sa più cosa sta facendo. Gli chiedono di firmare qualsiasi cosa e lui firma”. Intanto, nonostante le critiche e le limitazioni di mercato, nel primo semestre del 2019 Huawei ha generato un fatturato di 58,34 miliardi di dollari, portando a casa un +23,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e segnando un margine di profitto netto pari all’8,7%. Il colosso di Shenzen non si ferma e prosegue negli affari, contando su 50 contratti commerciali 5G attivi e sulla consegna di stazioni base, che fin qui hanno superato i 150 mila elementi.