Putin incontra Modi: prende forma la Via della Seta marittima indo-russa

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In principio c’era solo la Nuova Via della Seta. A seguire, per arginare il progetto infrastrutturale promosso dalla Cina, è nata anche la Strategia indo-pacifica libera e aperta (Free and Open Indo-Pacific Strategy), portata avanti dal Giappone di Shinzo Abe ma ancora ai nastri di partenza. Adesso spunta una nuova connessione commerciale che potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’Asia e del mondo intero: la Via della Seta marittima indo-russa. Ne hanno parlato, anche se non in termini così espliciti, Vladimir Putin e Narendra Modi durante l’ultimo Forum economico orientale di Vladivostok. Sul tavolo c’è l’ipotesi di costruire un partenariato strategico privilegiato tra Mosca e Nuova Delhi, basato sulla possibilità di costruire joint venture in India per costruire aerei, tecnologie di difesa e altro ancora, ma anche un accordo a lungo termine per l’importazione di greggio russo usando la rotta del Mare del Nord. O, meglio ancora, il corridoio marittimo Chennai-Vladivostok.

Il corridoio Chennai-Vladivostok

Il disegno affrontato da Putin e Modi a Vladivostok potrebbe diventare un appendice della Nuova Via della Seta di Xi Jinping, visto il corridoio marittimo Chennai-Vladivostok può facilmente collegarsi alla Via della Seta marittima cinese nei pressi dell’Oceano Indiano. La Russia ha intenzione di giocare bene le sue carte, perché l’ombra di Pechino è ingombrante e Mosca ha bisogno di un perno per agganciare la propria economia all’Asia in modo indipendente. Il governo russo sa di trovarsi a metà strada tra l’Europa e il continente asiatico ma non sa ancora come organizzare un’adeguata strategia economica per penetrare in Estremo Oriente. L’India può aiutare Putin, e la Russia può aiutare Modi. In che modo? Se il disegno dovesse andare a buon fine, come spiega Asia Times, Nuova Delhi approfitterà delle risorse russe – petrolio in primis – che transiteranno verso l’India dall’Artico mentre Mosca accoglierà le compagnie energetiche indiane pronte a investire nell’estremo oriente russo.

L’India contesa

Attenzione però all’India, perché Modi ha un altro corteggiatore oltre a Putin. Trump ha messo nel mirino Nuova Delhi in chiave anti cinese e per la Russia potrebbe essere più complicato del previsto strappare la pedina individuata dalla Casa Bianca. L’India, nei piani di Washington, potrebbe far parte della Strategia indo-pacifica. La narrazione alla base di questo progetto mira a unire due continenti, Asia e Africa, e due oceani, il Pacifico e l’Indiano. Come? Investendo sulle infrastrutture, e riqualificando i porti in Mozambico, Mumbai, Madagascar, Myanmar e Bangladesh e via dicendo, fino a creare una specie di collana di perle formata da paesi alleati degli Stati Uniti. Il fine ultimo del piano giapponese, e sposato dagli americani, è creare un’area collegata da reti infrastrutturali capace di agevolare il proprio commercio, escludendo quello degli avversari. E gli avversari principali di Washington sono Mosca e Pechino. C’è tuttavia da considerare che l’India, possibile futuro oggetto di contesa russo-americano, ha avuto recentemente qualche frizione con gli Stati Uniti in ambito economico e commerciale. Modi, alle prese con la questione Kashmir e le tensioni con il Pakistan, ha intenzione di dare uno slancio all’addormentata economia indiana. Il leader nazionalista deve solo scegliere da quale parte stare.