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Profili – Zhang Yiming, inventore di TikTok e nuovo “imperatore” della Cina

Con una fortuna stimata in 49,3 miliardi di dollari Zhang Yiming, fondatore di TikTok, è diventato l'uomo più ricco della Cina.

Molto probabilmente il nome di Zhang Yiming non vi dirà alcunché. Iniziate ad informarvi, perché questo 41enne dal volto quasi inespressivo è diventato l’uomo più ricco della Cina. Secondo la Hurun China Rich List, la lista annuale che registra i patrimoni dei paperoni cinesi e li mette in fila in ordine di ricchezza, Mr. Zhang siede su un impero dal valore di 49,3 miliardi di dollari. Il merito del suo exploit? L’ascesa di ByteDance, la società tecnologica da lui co-fondata nel 2012.

Nel 2023, il fatturato dell’azienda, la stessa che nel 2016 avrebbe introdotto sul mercato la popolare piattaforma di video sharing TikTok, è cresciuto del 30% arrivando a 110 miliardi di dollari. In altre parole, grazie alle brevi clip girate e condivise da milioni e milioni di persone in ogni continente (1 miliardo di utenti complessivi, 200 milioni solo negli Stati Uniti), Zhang è riuscito a conquistare la vetta della classifica dei ricchi made in China.

Scalzando, peraltro, due mostri sacri del calibro di Zhong Shanshan, conosciuto per essere il re dell’acqua in bottiglia del Paese, e Pony Ma, il fondatore del colosso multimediale e dell’intrattenimento Tencent, finiti rispettivamente secondo e terzo con fortune quantificate in 47,9 e 44,4 miliardi di dollari.

Il momento d’oro di Zhang Yiming

E così, mentre la Cina perdeva un terzo dei suoi miliardari – scesi dai 1185 del 2021 agli attuali 743 – il padre di TikTok costruiva il suo impero attorno al social network paradiso di reel e video virali.

Salvo poi dimettersi da Ceo di ByteDance, proprio nel 2021, e dopo un decennio in carica, spiegando ai suoi dipendenti di preferire concentrarsi su attività solitarie, “come leggere, ascoltare musica e riflettere”. “La verità è che mi mancano alcune delle competenze che rendono un manager ideale”, avrebbe poi dichiarato Zhang, ammettendo che sarebbe stato più utile all’azienda in un ruolo che non implicasse la gestione diretta del personale.

Lauratosi alla Nankai University nel 2005, dove ha studiato prima microelettronica poi ingegneria del software, la carriera di Mr. Zhang è iniziata dal basso. “Sono entrato in un’azienda chiamata Kuxun e sono stato uno dei suoi primi dipendenti. All’inizio ero un normale ingegnere, ma nel secondo anno gestivo già circa 40-50 persone responsabili della tecnologia back-end e di altre attività correlate ai prodotti”, ha ricordato in un’intervista.

Questa innata capacità di padroneggiare le competenze avrebbe contribuito a trasformare il giovane Zhang in uno dei leader imprenditoriali emergenti più importanti del decennio. Che, nel 2009, decideva intanto di avviare la sua prima attività: un sito di ricerca immobiliare chiamato 99fang.com. Avrebbe abbandonato tutto tre anni dopo per dare vita a ByteDance.

Il padre di TikTok

ByteDance ha subito iniziato a sfornare molteplici prodotti di successo: un aggregatore di notizie (Toutiao), un’app di messaggistica istantanea (FlipChat) e un’app di video-messaggistica (Duoshan). “Siamo più simili a un’azienda di ricerca o a una piattaforma di social media. Stiamo facendo un lavoro molto innovativo. Non siamo una copia di un’azienda statunitense, sia nel prodotto che nella tecnologia”, dichiarava con orgoglio Zhang, volto e uomo più importante di ByteDance, a Bloomberg.

Il vero boom di ByteDance, e quindi dello stesso Zhang, sarebbe però arrivato grazie a TikTok, lanciata prima in patria come Douyin e poi all’estero come, appunto, TikTok.

Lo step finale per l’espansione internazionale della app è arrivato il 9 novembre 2017, quando ByteDance ha sborsato quasi 1 miliardo di dollari per acquistare Musical.ly, una start-up di Shanghai con un ufficio in California che consentiva agli utenti della sua piattaforma di creare brevi filmati di sincronizzazione labiale e comici.

Un anno più tardi TikTok e Musical.ly si sarebbero fuse mantenendo il nome della prima: TikTok. Zhang, che ora – almeno in Cina – può guardare tutti i suoi rivali dall’alto al basso, vuole che l’app continui a crescere ancora. Nella speranza che la “sua” ByteDance diventi, prima o poi, “senza confini come Google”.

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