Il governo giallorosso pensava di ingraziarsi l’Unione europea con una mossa a suo modo “rivoluzionaria”: limitare l’uso del contante. Giuseppe Conte immaginava già gli applausi degli alti funzionari di Bruxelles e i titoli dei grandi giornali economici a sottolineare la magica trovata dell’Italia per sradicare una volta per tutte l’evasione fiscale. Niente di tutto questo si è verificato.

Anzi: la Banca Centrale europea (Bce) ha stroncato senza se e senza ma una misura giudicata sostanzialmente inutile se non addirittura nociva. Lo scorso 16 dicembre la massima istituzione monetaria dell’area euro ha inviato una letterina, tra gli altri, all’indirizzo del ministro dell’Economia italiano, Roberto Gualtieri.

No, all’interno non c’erano congratulazioni ma una bocciatura senza appello del decreto legge con cui, a ottobre, l’esecutivo Conte bis ha ridotto la soglia per i pagamenti in contanti dai 3mila ai 2mila euro “a partire dal primo luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021” per poi scendere definitivamente a “mille euro”.

La lettera della Bce

Il contenuto della missiva, come sottolinea il quotidiano Italia Oggi, non lascia spazio all’immaginazione. Secondo la Bce la limitazione all’uso del contante è sì utile per combattere crimini come il riciclaggio di soldi sporchi e il finanziamento del terrorismo, ma è una misura che dovrebbe essere applicata solo a pagamenti pari o superiori ai 10mila euro.

Ridurre l’importo a mille euro, proprio come ha fatto il governo giallorosso, provoca danni ad ampi strati della popolazione, come la fascia più povera e gli anziani. In altre parole, ha scritto nero su bianco la Bce, “la dichiarata finalità pubblica della lotta all’evasione fiscale è tutta da dimostrare”. La firma in calce alla lettera è di Yves Mersch, un membro del Comitato esecutivo della stessa banca.

Limitare il contante è inutile e dannoso

È ormai passato più di un mese da quando la Bce ha inviato questa lettera, eppure la notizia del “richiamo” al governo giallorosso è arrivata soltanto pochi giorni fa, quando il senatore della Lega, Alberto Bagnai, ha pubblicato il testo su Twitter.

Vale la pena riflettere ancora sul contenuto del documento. Intanto la banca si è lamentata con l’esecutivo italiano per non essere stata consultata in merito al decreto legge sulla limitazione del contante. Se l’Italia lo avesse fatto avrebbe ricevuto più o meno una risposta del genere: l’uso del contante deve essere sempre consentito a qualsiasi gruppo sociale senza il pagamento obbligatorio di commissioni.

Citando una parte della lettera leggiamo che “l’utilizzo del contante legale non consente legalmente di imporre tariffe per il suo utilizzo. Inoltre, i pagamenti in contanti non richiedono un’infrastruttura tecnica funzionale con i relativi investimenti, e sono sempre disponibili; ciò riveste particolare importanza in caso di indisponibilità dei pagamenti elettronico”.

Insomma, la mossa di Conte si è rivelata essere un clamoroso buco nell’acqua.

Un regalo alle banche

Il paradosso è che lo “schiaffo” rifilato al governo giallorosso non arriva da qualche pericoloso sovranista ma dalla stessa Banca centrale europea. Poco importa ai tecnocrati di Bruxelles e ai banchieri di Francoforte se Conte ha lottato fino in fondo per mettere in saccoccia la riforma del Mes; questa volta Giuseppi ha sbagliato mossa.

Ma cosa dice la Bce? Che la scelta di Conte di limitare il contante finirà per essere solo un enorme regalo alle banche. Per capire meglio di cosa si tratta è necessario fare una distinzione tra due concetti differenti: moneta legale e moneta bancaria.

La prima è la moneta emessa dalla Bce mentre la seconda è una forma di moneta privata emessa dagli istituti commerciali e accettata in quanto convertibile in moneta legale. Le banche commerciali, a differenza della Bce, offrono ai cittadini vari strumenti di pagamento, tra cui bonifici, carte e assegni, per i quali è necessario pagare una commissione.

Ecco: limitare il contante costringerebbe le persone a pagare commissioni su commissioni. La tesi dell’esecutivo giallorosso – meno contante, meno evasione – è del tutto priva di riscontri oggettivi.

Persino la Bce è rimasta basita da un simile provvedimento: “Si dovrebbe dimostrare chiaramente che tali limitazioni permettano, di fatto, di conseguire la dichiarata finalità pubblica della lotta all’evasione”.

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