Perché Shein ha aperto a Parigi il suo primo negozio fisico in Europa

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(Da Parigi) – Arrivati in al numero 52 di Rue de Rivoli ci si imbatte nel grande magazzino Bhv Marais. Nel cuore del quartiere Le Marais, proprio di fronte all’Hotel de Ville, il municipio di Parigi, Shein ha inaugurato il suo primo negozio fisico permanente d’Europa e del mondo.

La nota piattaforma cinese di e-commerce ha scelto la Francia per fare breccia nel mercato retail nel tentativo di erodere spazio vitale a concorrenti del settore del calibro di H&M, Primark e Zara. Non solo: Shein cercherà di replicare, in maniera graduale e lontano da casa, la strategia già attuata in Cina da diversi player locali, come Jd.com e Alibaba, per alimentare un modello ”new retail” capace di integrare i vantaggi dell’online e dell’offline. E, soprattutto, per creare un network ancora più efficiente.

Già, perché Shein ha intenzione di inaugurare presto, sempre in Francia, altri cinque store nei grandi magazzini Galeries Lafayette nelle città di Dijon, Reims, Grenoble, Limoges e Angers, in partnership con il gruppo immobiliare Société des Grands Magasins (Sgm). Perché in Francia? Il motivo ufficiale è che “l’influente mercato mondiale della moda” francese è stata una “scelta naturale” come banco di prova per i negozi fisici dell’azienda asiatica. C’è però dell’altro da considerare.

Tra nuove opportunità e problemi giudiziari

Inutile girarci intorno: l’effetto novità del negozio Shein al sesto piano del Bhv Marais (circa mille metri quadrati) è stato un successo clamoroso, almeno a giudicare dal flusso di clienti in entrata nello store e dalle lunghe code di acquirenti.

Chi si aspettava tuttavia di trovare vestiti e oggettistica varia a prezzi stracciati si sbagliava di grosso. Certo, per gli elevati standard parigini una maglia da donna a 30 euro o una gonna a 15 non rappresentano niente di clamoroso. Solo che, come mormora una parte della clientela, “si spende meno ad acquistare gli stessi prodotti sul sito”. E in effetti non c’è paragone tra ordinare un capo d’abbigliamento di Shein sul sito dell’azienda e comprarlo nello store di Parigi, con risparmi che talvolta possono essere di svariate decine di euro.

C’è un però: fino a quando i francesi potranno continuare a usare Shein sul web? Come ha spiegato Le Parisien, in Francia la piattaforma cinese di e-commerce è oggetto di diversi procedimenti legali. Anzi: è sottoposta a procedimento giudiziario e il governo potrebbe pure sospenderne le attività online. L’udienza dibattimentale prevista a tal fine si terrà il 26 novembre presso il Tribunale di Parigi.

In questa data, dunque, i giudici francesi decideranno se Shein potrà continuare a operare o meno sul web transalpino. Ricordiamo che lo scorso 5 novembre, l’ufficio del Primo Ministro ha avviato un procedimento per sospendere le attività del gigante cinese in Francia, a seguito di due scandali che hanno suscitato grande allarme pubblico. Il primo riguardava la vendita di bambole sessuali pedopornografiche, considerate illegali e inaccettabili. Il secondo coinvolgeva la distribuzione di armi di categoria A, ossia armi ad alto rischio la cui detenzione è severamente regolamentata, che sarebbero state gestite senza rispettare le normative francesi.

La mossa di Shein

Shein sfrutterà gli store fisici francesi ancor più se la giustizia parigina dovesse crearle problemi sul web. Ma non è finita qui: è lecito supporre che la piattaforma con sede a Singapore punterà presumibilmente a dominare la vendita al dettaglio in Europa andando andando lei stessa a distribuire i propri prodotti in modo rapido ed efficiente. Come? Attirando i clienti in negozi, appunto.

Per adesso in Francia, poi si vedrà. Nel Vecchio Continente, del resto, c’è un mercato dorato formato da acquirenti ad alto reddito e un ecosistema tutto sommato maturo. Con circa 450 milioni di consumatori e una struttura di vendita ancorata ai negozi fisici, l’Europa rappresenta un laboratorio ideale per combinare il modello multi canale del gruppo cinese con una logistica all’avanguardia.

In ogni caso, al netto della spada di Damocle giuridica e delle proteste che hanno accolto l’inaugurazione del negozio a Parigi, “Shein resta impegnata a dialogare con le autorità francesi per rispondere alle preoccupazioni espresse e presentare le misure che abbiamo messo in atto per continuare a migliorare”, ha assicurato il 7 novembre Quentin Ruffat, portavoce dell’azienda in Francia. Il conto alla rovescia in vista del pronunciamento della giustizia francese è appena iniziato.