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I prezzi dei più importanti metalli industriali sulle maggiori borse mondiali stanno conoscendo una rapida crescita e molti analisti prevedono un rally destinato a durare anche nel 2021. Questa è una delle principali conseguenze della crescita della fiducia nella possibilità di vedere presto prodotti una serie di vaccini per il Covid-19 capaci di vincere o portare a un forte regresso la pandemia. 

Come riporta il Wall Street Journal, c’è la speranza che i prossimi mesi vedranno un boom dell’attività manifatturiera come traino della ripresa economica globale e, di conseguenza, un aumento della fiducia degli operatori. Se a inizio crisi i metalli da tenere d’occhio erano i beni rifugio come l’oro, apprezzatisi sulla scia della crescente sfiducia degli analisti e degli operatori, ora il terreno di riferimento è quello di metalli come rame, nichel, palladio, di cui si spera in un aumento sensibile della domanda. A cui contribuisce quello che è il vero motore dell’economia mondiale, la Cina, in grado di riassorbire in fretta le conseguenze economiche del contagio.

Dopo un minimo toccato a marzo di poco sotto i 5 mila dollari la tonnellata, il prezzo del rame ha registrato un rialzo di circa 50 punti percentuali portandosi agli attuali 7.400 dollari. Parliamo di un livello che non veniva raggiunto da marzo 2013 e che appare trainato in larga parte dal previsto aumento dei volumi scambiati sul mercato cinese. Pechino, tra le altre cose, intende lanciare al Shanghai International Energy Exchange (Siee) una serie di titoli future sul rame denominati in yuan per sfidare l’egemonia nel settore della principale borsa specializzata nel suo trading, quella di Londra.

C’è dunque anche un elemento finanziario dietro questo notevole rally. Come ci ricorda il Financial Times, titoli sul rame quotati nella valuta cinese potrebbero avere un peso ancora maggiore di quelli legati al petrolio (i famosi petro-yuan) prodotti in passato, dato che Pechino consuma circa il 50% del rame scambiato globalmente e può diventare il decisore di ultima istanza del prezzo. “Alcuni analisti prevedono che i prezzi del rame alla fine saliranno fino a circa il loro record del 2011, e gli investitori scommettono che la distribuzione del vaccino contribuirà a questo aumento”, scrive l’Agi.

Ed è sempre dal mercato cinese che viene lo stimolo alla domanda del nichel, il cui prezzo segna +48% rispetto ai minimi di primavera. Assestandosi ora a 22.100 dollari la tonnellata, il prezzo è al massimo da un anno sulla scia del rilancio delle prospettive del mercato cinese, che ha trovato recentemente nell’Australia una fonte di questa risorsa parallela al suo tradizionale distributore, l’Indonesia, e per il ruolo giocato nel settore dell’auto elettrica. Elon Musk ha annunciato a settembre, ad esempio, che il nichel sarà centrale nelle future batterie di Tesla e la giapponese Sumitomo, una delle major mondiali del mercato del nichel, ha aumentato la produzione in una miniera posseduta in Madagascar prevedendo un rilancio delle prospettive globali di questa risorsa.

Segna un trend positivo anche il palladio, che è importante da tenere d’occhio perchè strategico per la tradizionale “industria delle industrie”, quella dell’auto. Il palladio è materia chiave per i convertitori catalitici delle auto, che ne contengono una quantità ridotta (2-7 grammi) ma decisiva. Si può dunque immaginare cosa possa significare il fatto che il deficit produttivo di quest’anno per il palladio sia stato di ben 19 tonnellate. E per una materia che all’oncia costa più dell’oro si tratta di una differenza significativa. In ogni caso, da marzo a oggi il prezzo del palladio è salito da 1.500 a oltre 2.300 dollari l’oncia: un aumento di oltre il 50% che segnala nuovi movimenti nella prospettiva globale del settore auto e rappresenta un toccasana per i bilanci del suo maggiore produttore, il Sudafrica, forte del 90% delle risorse provate.

Come nel caso del decollo delle quotazioni del settore tecnologico e di quello farmaceutico è bene sottolineare che questi aumenti di prezzo incorporino aspettative estremamente positive per i mercati globali nel 2021. Produttori, attori dell’industria e governi devono monitorare con attenzione il rischio di speculazioni o manovre destabilizzanti sui mercati che può celarsi dietro un veloce rally delle materie prime. Solo quando capiremo se e quando sarà possibile un pronto “ritorno alla normalità” vedremo un assestamento di un trend di prezzi in rapida crescita sui metalli decisivi per l’industria.

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