Siete seduti in salotto. Fermatevi un attimo, guardatevi intorno e chiedetevi quanti sono gli oggetti made in China all’interno della vostra casa. La risposta potrebbe sorprendervi: la maggior parte di quello che avete acquistato, compresi i prodotti a basso costo per l’uso quotidiano, è uscito da qualche fabbrica cinese. Persino l’Iphone, se siete clienti Apple, presenta numerose componenti provenienti dall’ex Impero di Mezzo. Ebbene, cosa significa tutto questo? Semplice: non possiamo fare a meno della Cina. Siamo dipendenti dal Dragone, dalla sua manifattura, dai beni a basso costo realizzati oltre la Muraglia e spediti nei negozi europei e statunitensi. Interrompere un simile flusso, come sta cercando di fare Donald Trump con dazi stratosferici contro Pechino, è possibile ma pagando un prezzo abbastanza elevato. O meglio: accettando di sostituire i prodotti made in China con gli stessi oggetti made in Usa o Eu, a costi decisamente più alti. Un bel problema per chi non può permettersi un sacrificio simile.

Tutto è Made in China
È difficilissimo immaginarsi una casa americana o europea senza prodotti cinesi. Moltissimi beni essenziali vengono importati dalla Cina e, complici i nuovi dazi, è probabile che questi oggetti negli Usa diventino più costosi. Il New York Times ha realizzato un lungo approfondimento per illustrare questo fenomeno, evidenziare dove i consumatori Usa potrebbero riscontrare carenze di prodotti, una minore scelta o aumenti di prezzo. In cucina il 9% dei tappeti è made in China, così come il 96% dei thermos, il 15% dei tavoli in legno, il 74% degli apriscatole, l’83% dei frullatori, oltre il 99% dei tostapane, il 79% delle forbici, il 70% degli utensili, l’82% di padelle e pentole, l’82% dei coltelli da chef, il 51% delle cucine a gas, il 90% dei forni a microonde, il 52% dei frigoriferi. E ancora: il 61% dei calendari, il 40% dei ripiani metallici, il 40% delle macchine da caffè, il 37% delle friggitrici ad aria, l’80% dei piatti, il 96% delle piante artificiali. La Cina produce quasi un prodotto fisico su tre al mondo, ovvero più di Stati Uniti, Germania, Giappone, Corea del Sud e Gran Bretagna messi insieme. Sarebbe ormai impossibile pensare di festeggiare una festa come Natale senza utilizzare beni realizzati dal Dragone.

Una dipendenza difficile da interrompere
Se la cucina di un americano medio, come abbiamo visto, è pressoché interamente basata su prodotti made in China, il discorso non cambia se ci spostiamo in altre stanze. Il 75% degli orologi da parate viene dalla Cina, così come il 93% dei libri per bambini, il 73% delle lampade, il 78% delle cornici in legno, il 76% dei giocattoli, l’86% delle console per videogame, il 96% delle griglie a carbone, il 72% delle sedie con struttura in metallo, il 96% degli ombrelloni da giardino, il 78% dei monitor per computer, il 67% degli specchi, il 50% di Wc e lavandini, l’82% di pennelli per il trucco, il 90% dei kit di pronto soccorso, l’82% delle coperte, il 93% dei ferri da stiro, il 91% delle torce elettriche, il 96% dei fuochi di artificio, il 97% dei passeggini. Il prodotto più costoso in molte case americane – un’auto – quasi certamente non proviene dalla Cina. Attenzione però: questo non vuol dire che le vetture non diventeranno più costose, dal momento che molti ricambi provengono… dalla Cina. Nel frattempo la nota catena Walmart e altri importanti rivenditori americani hanno chiesto ad alcuni produttori delle province cinesi di Jiangsu e Zhejiang, cuore della manifattura del Dragone colpita dalla Trade War tra Usa e Cina, di riprendere le spedizioni. Pare che i costi dei nuovi dazi saranno a carico dei clienti statunitensi…


