La recente escalation di tensioni che ha interessato l’area mediorientale potrebbe produrre conseguenze globali. Secondo la società di rating Moody’s, e come riportato dall’Ansa, le possibilità che la morte di Soleimani e la conseguente tensione tra Stati Uniti e Iran possano danneggiare la resa dei mercati finanziari nel 2020 sono molto alte. Tale gravità, accentuata dal modo diverso in cui i Paesi hanno valutato la reazione Usa all’assalto dell’ambasciata di Baghdad, verrà accentuata dall’ovvia chiusura di alcuni mercati, che si impegneranno a sostenere, soprattutto economicamente, una soltanto delle fazioni.

Non solo il petrolio verrà colpito

Le instabilità derivanti dall’incertezza del panorama politico del Medio Oriente non si rifletteranno solamente sul prezzo del petrolio, che nei prossimi mesi potrebbe raggiungere i massimi degli ultimi anni. Il recente interesse degli investitori per l’oro, storico bene-rifugio in tempi di crisi, evidenzia il clima di preoccupazione che si sta riversando in questi giorni sugli indici azionari, che avevano chiuso il 2019 in costante rialzo. Le speranze dei broker in un 2020 positivo potrebbero venire sfatate, stando a quanto dichiarato dai portavoce di Moody’s. Situazione, questa, che danneggerebbe soprattutto i Paesi dell’Unione europea, che con l’anno in scorso speravano di lasciarsi alle spalle la crisi economica, ma si vedono ora costretti a rimandare l’appuntamento con la ripresa ancora di qualche tempo. Tra questi, anche l’Italia, con molte società che attualmente intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, nonostante le difficoltà dettate dall’embargo. Non bisogna sottolineare come lo sbalzo del prezzo del petrolio potrebbe favorire sia gli Stati Uniti sia l’Iran.

Il pessimismo dei mercati

La recente escalation ha messo sull’allerta i mercati, come evidenziato da Alexander Perjessysenior analyst di Moody’s, in una lettera indirizzata alla clientela dell’agenzia di rating. Il rischio di essere presi alla sprovvista da un conflitto potrebbe condurre a risultati ancora peggiori, che i grandi investitori vogliono evitare. Da qui, la sensazione che muoversi con prudenza sia la soluzione adatta a preservare il proprio tornaconto. In questo clima, inoltre, le recenti contraddizioni all’interno del panorama politico americano non fanno che peggiorare la visione dei mercati rispetto alla crisi Usa-Iran.

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