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“Per un imprenditore investire in Russia è l’ideale – spiega Ernesto Preatoni – secondo le 5 regole di base: quadro politico stabile, socialmente tranquillo, basso debito pubblico, tasse contenute, prezzi degli immobili non ancora elevati. E la Siberia è la regione con il più forte sviluppo, offre grandi opportunità, perché manca una classe imprenditoriale. Per gli stranieri ci sono molti incentivi, oltre a una burocrazia efficiente, una tassazione leggera e la piena disponibilità dell’amministrazione”.

Per questo l’imprenditore lombardo da anni ha spostato in queste terre gelate i suoi principali interessi dopo l’Egitto, dove ha “scoperto” Sharm El Sheik, ormai diventata un investimento “non più strategico”, i Paesi Baltici e Dubai. Da circa 15 anni prima affitta per un decennio e poi compra terreni a basso costo dallo Stato, per costruirci sopra alberghi a 4 stelle, residenze di lusso, centri commerciali. In particolare ha puntato su otto progetti, per un investimento complessivo di 250 milioni di euro. Dopo il Domina Prestige di San Pietroburgo, con 108 camere, realizzato nel 2013, ora ha inaugurato un albergo di 218 stanze nel centro della capitale siberiana, Novosibirsk, in posizione strategica perché a venti minuti dall’aeroporto.

“Dalla progettazione all’inizio dei lavori – sottolinea Preatoni – sono passati sei mesi. Nello stesso arco di tempo in Italia non avrei avuto neppure la licenza edilizia. In quattro anni e con un investimento di 45 milioni è stato realizzato l’hotel per una clientela d’affari, con un’impresa russa e il progetto di uno studio italiano”.

La Siberia ha enormi potenzialità, lo dice la previsione di crescita per il 2016, del 6-7 per cento del prodotto interno regionale. L’immobiliarista di Gallarate è impegnato anche a Ekaterinburg, centro principale degli Urali, dove sarà ultimato nel 2019 un grattacielo su oltre 19mila metri quadrati, per appartamenti di media grandezza. Entro il 2017 un altro albergo da 168 camere sarà pronto nell’unico parco del centro di Kaliningrad, enclave sul Mar Baltico. E poi c’è Tjumen, considerata la più ricca città della Russia e sede della società Gazprom, dove ha in affitto un terreno in pieno centro su cui nascerà un hotel di 160 camere e 80 appartamenti.

Allo stesso punto è il progetto dell’hotel da 200 camere a Lipetsk, mentre un altro di 110 camere e 60 appartamenti sarà costruito a Tomsk. Tutti entro il 2020. Come lo shopping center di Kryvoy Rog, in Ucraina. L’ingegnere Giuseppe Rustignoli, titolare con l’architetto Emiliano Sciacca dello studio R+S Workshop di Como, dal 2008 è impegnato sui progetti di 5 di queste strutture alberghiere.

“Veniamo periodicamente in Siberia per seguire i lavori, affidati a una società di costruzione siberiana, molto efficiente – racconta – e siamo stupiti dai tempi rapidi della burocrazia. Ci ha colpito il fatto che quasi sempre nei ruoli più alti, di maggiore professionalità, abbiamo a che fare con delle donne. Ciò che manca qui è l’interior design e l’illuminazione, così pavimenti, carte da parati, mosaici dei bagni, arredi e tutti i lumi arrivano dall’Italia”.

Per l’albergo di Novosibirsk, Rustignoli e Sciacca sono partiti da un’idea: “La città vive due stagioni l’anno e i colori si restringono a tutte le sfumature del grigio. Abbiamo deciso di offrire invece le quattro stagioni italiane”. Le stanze su otto piani sono divise in quelle estate e inverno, con accenti rossi, e quelle autunno e primavera con accenti arancione. La hall, il giardino d’inverno e la Spa sono “primavera”, il bar “inverno”, il ristorante “autunn”o e le sale conferenze “estate”. L’Italia, anche cromaticamente, rompe il ghiaccio siberiano.

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