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Che ultimamente lo scenario riguardante l’export italiano sia tendente al roseo l’abbiamo già detto. In un recente articolo a firma di Andrea Muratore, leggiamo che l’Italia è salita al quarto posto nella classifica dei Paesi mondiali nel campo delle esportazioni.

Tutti matti per la mortadella

Ma cos’è che piace tanto dell’Italia all’estero? Ovviamente al primo posto troviamo il comparto eno-gastronomico. E allora vediamo qualche numero: in Francia, Germania e Spagna, per esempio, vanno matti per la Mortadella Bologna IGP, che ha registrato un aumento delle esportazioni dell’8,7% rispetto allo scorso anno. Per entrare ancora più nel dettaglio, nei primi mesi del 2024 sono stati prodotti 19 milioni di kg di Mortadella Bologna IGP e venduti quasi 16 milioni di kg. Sul fronte export, che rappresenta circa il 22% delle vendite totali, si segnala la crescita sopracitata.

Il parmigiano alla conquista del mondo

Anche il Parmigiano Reggiano non è messo male. Nei giorni scorsi il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha presentato i dati del primo semestre 2024: dopo aver chiuso il 2023 con un giro d’affari al consumo che ha toccato il massimo storico di 3,05 miliardi di euro, nel periodo gennaio-giugno 2024 è stato registrato un incremento delle vendite totali pari al 15,1%. In particolare, l’export ha segnato un +17,5% (34.924 tonnellate a fronte delle 29.721 dell’anno precedente). L’aumento è stato registrato tanto nei paesi UE, quanto in quelli extra UE. Primo mercato è quello USA, al secondo posto Francia e poi Germania. Ottimi i risultati anche in Canada e Giappone e, sebbene il mercato sia ancora emergente, anche in Cina, dove a fronte delle 18 tonnellate esportate lo scorso anno, nel 2024 siamo a 25.

Dal dolce all’olio, in alto il tricolore

Anche i distretti piemontesi registrano ottimi numeri: l’andamento dell’export è positivo sia verso i nuovi mercati (+1%) trainati da Honk Kong, Emirati Arabi Uniti, India e Polonia, sia verso i mercati maturi (+0,9%): Stati Uniti, Irlanda, Regno Unito, Danimarca e Germania. Il maggiore aumento, neanche a dirlo, l’hanno registrato i distretti agro-alimentari: i Dolci di Alba e di Cuneo ottengono un +18,9%; caffè, confetterie e cioccolato torinese +7,6%. Leggero calo, invece, nelle esportazioni dei vini delle Langhe, Roero e Monferrato (-2%).

In Umbria il distretto dell’Olio ha registrato un balzo in avanti decisamente significativo: +44,2% di esportazioni, soprattutto verso Spagna, Francia, Polonia, ma anche Stati Uniti, Canada, Taiwan e Repubblica di Corea.

Insomma, dati parziali ma che dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, che l’Italia viene considerata nel mondo come un’eccellenza del buon cibo e del buon bere. E se questi sono i numeri, è piuttosto certo che il 2024 si concluderà con dei record significativi.

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