Ennesimo fulmine a ciel sereno targato Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti non è nuovo a questo genere di uscite a sorpresa e l’ultimo annuncio sull’introduzione di nuovi dazi nei confronti della Cina rientra perfettamente in questo copione.

Il tweet di Trump che ha sconvolto la Cina

La guerra commerciale con la Cina sembrava infatti congelata. Le due controparti, cinese ed americana, stavano ormai lavorando giorno e notte per giungere ad un accordo di ampio raggio che potesse regolare il commercio internazionale. All’improvviso è arrivato il tweet inaspettato di Donald Trump. “Gli Stati Uniti inizieranno il primo settembre introducendo una piccola tariffa addizionale al 10% sui rimanenti 300 miliardi di dollari di beni e prodotti che dalla Cina arrivano verso il nostro Paese. Questo non includerà i i 250 miliardi di dollari già sotto i dazi al 25%”.

Questo il tweet del tycoon che pare aver sconvolto i mercati e gli stessi consiglieri del Presidente. Secondo quanto riportato da Business Insider, infatti, Donald Trump avrebbe pubblicato il suo cinguettio proprio mentre era accompagnato da funzionari di primo piano della squadra governativa, tra cui lo stesso Segretario del Tesoro Steven Mnuchin. Secondo questa ricostruzione Trump avrebbe mostrato la bozza del tweet a tutta la delegazione, che avrebbe espresso parere negativo sul testo. Di tutta risposta il tycoon avrebbe invece pubblicato il tweet. Una dimostrazione di forza nei confronti dell’entourage e del deep state? Quel che è certo è che Trump ama mostrare la propria indipendenza anche di fronte ai suoi consiglieri più vicini.

Le ragioni dei nuovi dazi verso la Cina

Il tweet ha, in maniera prevedibile, scatenato il finimondo sui mercati finanziari. In questo caso occorre però fare una prima riflessione. I principali media internazionali hanno infatti dato ampio peso alla caduta di alcuni titoli di borsa, come conseguenza negativa dell’avventata scelta di Trump. In realtà i movimenti di borsa dicono poco su quelle che saranno le conseguenze sull’economia reale degli Stati Uniti. In particolare, i movimenti finanziari nel breve periodo rappresentano i classici giochi di speculazione che vengono fatti a seguito di dichiarazioni politiche di rilievo, come appunto il tweet di Trump. Il vero impatto del protezionismo americano si potrà comprendere solo tra qualche mese.

Nel frattempo possiamo provare ad ipotizzare quali motivi abbiano spinto il presidente americano ad aumentare la pressione sulla Cina in un momento di apparente distensione. Innanzitutto la scelta ha un significato elettorale. Trump conosce bene i suoi elettori e sa bene il risentimento che questi nutrono nei confronti dell’aggressiva politica commerciale cinese. Far vedere a quella parte di cittadini americani che la Casa Bianca ha il coltello dalla parte del manico con la Cina può certamente rinsaldare il patto elettorale. In secondo luogo i dazi rappresentano anche un chiaro messaggio verso quelle aziende americane che negli anni hanno delocalizzato la produzione in Cina. Vi è per esempio il caso della famosa azienda di giocattoli Mattel che effettua due terzi della sua produzione in Cina per poi rivendere negli Stati Uniti.

Guerra in atto tra Trump e la Federal Reserve

Dopo l’annuncio di Trump, la Mattel ha infatti perso oltre 12 punti percentuali in borsa. I dazi vogliono quindi essere un argine contro la delocalizzazione delle imprese. America first, significa anche far tornare la produzione in patria e, di conseguenza, creare lavoro per i cittadini americani. Infine, dietro il tweet di Trump, potrebbe nascondersi una sfida personale alla Federal Reserve.

I nuovi dazi seguiti dalle minacce di ritorsione cinesi potrebbero infatti costringere la Fed a rivedere la propria strategia e assumere un atteggiamento più accomodante verso le richieste della Casa Bianca. Forse Trump vuole che la Fed sia pronta ad avviare un consistente programma di espansione monetaria, atto a contrastare non solo la reazione cinese ai dazi, ma anche il Quantitative easing europeo. Trump ha dimostrato di essere un abile giocatore d’azzardo e questa nuova mossa potrebbe essere un vero e proprio all in contro la Cina, ma soprattutto contro il deep state americano.

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