“Gentile signora presidente, l’Unione Europea si trova ad affrontare sfide senza precedenti: il sistema commerciale aperto e basato sulle regole è pesantemente condizionato dalla strumentalizzazione del commercio, dalle pratiche che distorcono sistematicamente il mercato e dagli squilibri macroeconomici globali”. Inizia così la lettera congiunta che Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno scritto, firmato e inviato a Ursula von der Leyen.
“Tutto ciò – si legge ancora nel documento – compromette la parità di condizioni per le nostre imprese la nostra posizione di produttore industriale sovrano e strategico e la nostra capacità di innovare, determinando un aumento delle dipendenze e dei rischi geopolitici ed economici. Per tutte queste ragioni, abbiamo bisogno di azioni urgenti per affrontare queste minacce, diversificare e ridurre i rischi”,
Il testo, parafrasando il burocratese e le numerose perifrasi utilizzate dagli autori, è una sorta di pizzino indiretto che Francia e Germania hanno inviato alla Cina. Chiaro il significato della missiva e chiaro anche il convitato di pietra della faccenda: l’Ue deve utilizzare al più presto il pugno duro per proteggere l’industria continentale dal Dragone. E deve sbrigarsi, nella visione di Macron e Merz, prima che sia troppo tardi. Prima che il deficit commerciale con Pechino si trasformi in un buco nero che inghiottirà tutto quanto.
Il “pulsante rosso” contro la Cina
Cosa chiedono Macron e Merz? Che l’Europa, già travolta da una grave crisi energetica, impegnata a gestire un complicato conflitto in Ucraina e pressata dagli Stati Uniti di Donald Trump, apra un nuovo fronte spinoso: quello contro la Cina.
Il tempismo della lettera inviata dai due leader europei a Von der Leyen è abbastanza emblematico visto che la Commissione europea avrebbe inviato in Cina il responsabile al commercio dell’Ue, Maros Sefcovic, per affrontare la questione in maniera diplomatica con il ministro cinese del Commercio Wang Wentao.
L’incontro, in agenda questo weekend, risentirà inesorabilmente della richiesta franco-tedesca. Il coordinamento tra Macron, Mertz e Von der Leyen, non a caso, ha un obiettivo preciso: quello di far arrivare a Pechino un messaggio chiaro sulle intenzioni di Bruxelles nel caso in cui non dovesse essere raggiunto un accordo commerciale.
L’asse franco-tedesco ha proposto un nuovo meccanismo di difesa commerciale che consenta, in maniera immediata, di limitare o interrompere l’accesso al mercato unico europeo in caso di necessità. Un “pulsante rosso d’emergenza“, insomma, da premere in particolari situazioni per tagliare fuori la Cina.

Cosa chiedono Francia e Germania
“Abbiamo bisogno di uno strumento credibile nelle mani della Commissione che consenta una reazione decisa e sistemica, attivabile attraverso una maggioranza qualificata inversa, e di misure incisive, fino, se necessario, alla sospensione immediata dell’accesso al mercato interno”, si legge ancora nel documento di Macron e Merz.
Ma come funzionerebbe questo pulsante d’emergenza? A differenza degli strumenti esistenti, il nuovo meccanismo potrebbe intervenire non solo per fronteggiare distorsioni come il tradizionale dumping o i sussidi statali, ma anche contro eventuali pressioni politiche ed economiche o forme di manipolazione valutaria.
Last but not least, la proposta franco-tedesca comprende l’adozione di un ulteriore strumento, uno “strumento di diversificazione” per garantire che l’UE non diventi troppo dipendente da un singolo Paese per le importazioni critiche.
In attesa dell’imminente Consiglio europeo, nel quale capiremo quanti altri governi del continente abbiano voglia, interesse e intenzione di seguire Francia e Germania, la patata bollente passa nelle mani della Cina. Come risponderà Pechino all’uscita di Macron e Merz?

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