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Una nomina di garanzia, la cui scelta ha rispettato pienamente il metodo “gesuita” della massima riservatezza e rafforzato la svolta imposta da Mario Draghi al processo di selezione dei vertici delle partecipate pubbliche: la scelta di Nicoletta Giadrossi come presidente di Ferrovie dello Stato nella tornata che ha condotto alla guida del gruppo di Piazza della Croce Rossa Luigi Ferraris è segno di una discontinuità importante.

La Giadrossi è figura ben poco nota nel panorama mediatico e poco appariscente per le cronache, ma questo non deve trarre in inganno e, con ogni probabilità, rappresenta forse addirittura un plus per l’idea di identikit di manager pubblico che Mario Draghi e i direttori del ministero dell’Economia e delle Finanze, il ministro Daniele Franco e il dg Alessandro Rivera hanno in mente per le partecipate: figure attente agli equilibri di mercato, schive, capaci di costruire un rapporto di fiducia diretta con il Tesoro, azionista di riferimento, dotate di competenze professionali per interpretare al meglio i propri ruoli. E così, se da un lato la scelta è caduta su Ferraris per il suo curriculum ampiamente comprensivo di esperienze nelle partecipate pubbliche come Cfo e amministratore delegato di gruppi come Poste, Enel, Terna, dall’altro la Giadrossi è stata scelta quale presidente di garanzia in quanto dotata di una conoscenza trasversale di realtà industriali, finanziarie, consulenziali.

Tra gli ultimi incarichi di Nicoletta Giadrossi prima della chiamata alla presidenza di Ferrovie si segnalano quello di consigliere di una realtà partecipata in un settore strategico, Fincantieri (2016-2019), e in un importante gioiello industriale, Brembo (dal 2017). Ultime tappe di una lunga carriera professionale internazionale. Nata a Trieste nel 1966, la Giadrossi si è laureata negli Stati Uniti alla Yale University in Mathematics and Economics nel 1988, con Mba conseguito presso la Harvard Business School nel 1992.

Come Ferraris, che ha esordito come auditor in PriceWaterhouse, la Giadrossi ha iniziato la carriera nel mondo della consulenza, partendo però nel ramo strategico al Boston Consulting Group nel 1988 e rimanendo nel colosso statunitense fino al 1995, prima di iniziare un percorso manageriale in General Electric. In dieci anni di esperienza nel gruppo arriva fino al ruolo di General Manager per l’industria Oil and Gas. Dopo un passaggio nella società di private equity Lbo France tra il 2005 e il 2006, ha fondato una sua società finanziaria, denominata Hfm, e si è specializzata nella direzione strategica di aziende del campo energetico e infrastrutturale. Dal 2009 al 2012 ha ricoperto l’incarico di vicepresidente di DresserRand, società operante nel comparto dei macchinari per l’energia, dal 2012 al 2014 ha ricoperto la medesima carica nel gruppo ingegneristico norvegese Aker mentre dal 2014 al 2016 ha diretto gli affari in un’area geografica enorme (Europe, Africa, Medio Oriente, Russia, India) per Technip, società leader nei servizi di ingegneria e tecnologie nei settori dell’energia e delle infrastrutture.

Dal 2018 a fine 2020 la Giadrossi è membro del Consiglio di Amministrazione di Ihs Markit Ltd, dal 2016 al 2019 di Fincantieri, dal 2011 al 2017 di Faiveley Transport Sa e dal 2013 al 2017 di Bureau Veritas, mentre prima della chiamata di Draghi a Ferrovie univa all’incarico da consigliere in Brembo quello di membro del cda di Falck Renewables e di amministratore delegato di due società del ramo energetico, la norvegese Techouse e la britannica Cairn Energy. Dal 2015, inoltre, è Senior Advisor per Bain, società di consulenza strategica rivale del Boston Consulting Group in cui ha iniziato la sua carriera

Ora lo sbarco in Ferrovie dello Stato per una manager giramondo che ha acquisito competenze trasversali nel settore privato e in mercati altamente eterogenei tra di loro. La Giadrossi dovrà coordinare e presiedere dando le opportune garanzie di supervisione un cda in cui oltre a Ferraris siederanno manager di peso: Pietro Bracco (commercialista e professore alla Luiss, esperto di energia), Stefano Cuzzilla (presidente di Federmanager), Alessandra Bucci (dirigente del gruppo Fs), Silvia Candiani (ceo Microsoft Italia), Riccardo Barbieri Hermitte (dirigente del Mef, capo dell’analisi finanziaria). Draghi e il Tesoro hanno costruito per Fs una squadra eterogenea in cui spiccano le competenze legate al mondo energetico e all’analisi strategica: segno della volontà di fare della mobilità sostenibile un asset per la ripresa del Paese e di coordinare al meglio l’attuazione dei finanziamenti miliardari del Recovery. Sotto la guida di Ferraris e della Giadrossi, manager con un’esperienza e un curriculum professionale arricchiti da incarichi apicali di durata pluridecennale.

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