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Il Nicaragua sta cambiando volto sotto l’influenza economica della Cina, e lo si nota non solo nei grandi investimenti infrastrutturali ma anche nella quotidianità delle città, dove proliferano supermercati, bazar e minimarket cinesi. I nuovi negozi non sono solo un fenomeno commerciale ma il riflesso tangibile di un’alleanza politica e strategica sempre più stretta tra il Governo di Managua e Pechino. Fino a pochi anni fa, il Paese centroamericano manteneva relazioni privilegiate con Taiwan, ma con la rottura diplomatica e il riconoscimento della Repubblica Popolare Cinese, il commercio con Pechino è esploso, portando una presenza sempre più evidente di imprese e prodotti cinesi.

Passeggiando per Managua, l’impatto di questa nuova presenza è evidente. I negozi cinesi spuntano ovunque, vendendo di tutto: elettrodomestici, prodotti per la casa, abbigliamento, oggetti per la bellezza e persino sex toys esposti senza alcun imballaggio, cosa insolita per un paese tradizionalista come il Nicaragua. I clienti entrano incuriositi, alcuni attratti dai prezzi bassi, altri dalla varietà di oggetti mai visti prima. I social network giocano un ruolo cruciale in questa espansione, con influencer locali che pubblicizzano i nuovi negozi, enfatizzando il fascino dell’ignoto e la possibilità di fare affari convenienti. Tuttavia, non tutto è a buon mercato. Se alcuni articoli sono accessibili, altri restano fuori dalla portata della maggior parte dei nicaraguensi, il cui salario minimo non copre nemmeno il costo del paniere alimentare base.

Tutti in coda al China Mall

Il simbolo più evidente di questa ondata commerciale è il gigantesco China Mall, aperto nel 2023, che con i suoi tre piani e i suoi 34 reparti rappresenta la punta di diamante dell’espansione cinese nel paese. Gli scaffali sono ricolmi di merce, dai mini pannelli solari alle attrezzature sportive di lusso, fino a intere palestre smontabili. Chi vi entra trova non solo prodotti comuni, ma anche oggetti che fino a pochi anni fa erano disponibili solo nei mercati più remoti della capitale. Per chi è abituato ai negozi tradizionali, questa abbondanza sembra quasi surreale, con prezzi che variano dai più economici, accessibili agli imprenditori locali, a quelli esorbitanti per il tenore di vita del paese.

Ma la penetrazione cinese non si limita al commercio al dettaglio. Gli investimenti si stanno allargando ai settori dell’edilizia, dell’automotive e della logistica. Un esempio è la ferramenta Chang Kong S.A., entrata sul mercato con materiali da costruzione a prezzi altamente competitivi. Qui si vendono piani cucina in finto marmo a un costo inferiore rispetto ai materiali tradizionali, attirando clienti interessati a soluzioni economiche per la casa. Il pagamento avviene solo in contanti, ma presto accetteranno carte, un segnale che l’integrazione del sistema cinese nell’economia locale è solo all’inizio.

Il Trattato di libero scambio

Nelle strade di Managua e delle altre città, la presenza di imprenditori cinesi è sempre più visibile. Se in passato la comunità asiatica si concentrava nelle zone turistiche del Pacifico, ora si stabilisce nei centri urbani, gestendo negozi e supermercati. I proprietari parlano poco spagnolo e comunicano con i clienti tramite traduttori online, creando situazioni surreali in cui le conversazioni tra venditori e acquirenti si svolgono attraverso gli schermi dei telefoni. Questo non impedisce però agli affari di prosperare. I minimarket cinesi stanno replicando il modello delle catene locali più affermate, come Ampm e Super Express, offrendo prodotti di largo consumo in spazi ridotti ma ben forniti.

Dietro questa espansione commerciale si nasconde un più ampio progetto economico e politico. Il trattato di libero scambio tra Cina e Nicaragua, entrato in vigore nel gennaio 2024, garantisce tariffe preferenziali e incentivi in settori strategici come l’agricoltura, il turismo e la logistica. Pechino sta investendo a lungo termine, conquistando pezzo dopo pezzo una posizione dominante nell’economia nicaraguense. Per ora, gli Stati Uniti restano il primo partner commerciale di Managua, ma il divario si sta riducendo rapidamente.

Non si tratta solo di importare prodotti a basso costo, ma di ridefinire il tessuto economico del paese. I negozi cinesi sono solo la facciata più visibile di un fenomeno più profondo, che sta ristrutturando il commercio, il lavoro e i consumi dei nicaraguensi. Con la crescente diffusione di attività cinesi in tutta l’America Centrale, non è difficile immaginare un futuro in cui la Cina diventi il principale attore economico della regione, relegando gli altri partner internazionali a un ruolo secondario.

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